Magazine Cartaceo

Dottore mi fido di te, ma vorrei…

Maurizio Tucci

Seconda una nostra ricerca, dopo la famiglia e gli amici, medici e pediatri sono la categoria di cui gli adolescenti, all’84%, si fidano di più: molto più che degli insegnanti. Purché non si mettano di mezzo i genitori.

Gli adolescenti sono misteriosi?

Professor Gustavo Pietropolli Charmet Psicanalista e psicoterapeuta dell’adolescenza, socio fondatore dell’Istituto Minotauro di Milano

L’adolescenza è un periodo complesso, segnato da emozioni e segreti spesso difficili da decifrare. Nel mio lavoro come psicologo, mi confronto con giovani che nascondono pensieri e desideri inaccessibili, protetti da un velo di mistero. Questo testo esplora il significato di tali segreti, le loro radici e le dinamiche relazionali che li caratterizzano. Attraverso osservazioni e testimonianze, emerge il ruolo cruciale dell’amicizia autentica come risposta alle sfide sociali e personali. Un viaggio per comprendere non solo le ombre, ma anche la luce che anima i ragazzi di oggi.

Tutti i mali vengono per nuocere

Maurizio Tucci

Quest’anno la ricerca Laboratorio Adolescenza-Iard si è occupata anche del dolore (fisico), che non è soltanto roba per vecchi. Di che cosa si lamentano i ragazzi? E come affrontano i “tormenti” più comuni? Spesso usando i farmaci un po’ a caso

Le cure nella terra di mezzo

Edoardo Rosati

A metà strada tra infanzia ed età matura, tra oncologia pediatrica e quella degli adulti. Un libro-testimonianza, introdotto da Alessandro Baricco e scritto da due grandi oncologi milanesi, affronta i problemi scientifici e umani della lotta ai tumori dei giovanissimi. Raccontando le loro storie e la battaglia perché non diventi “terra di nessuno”.

Una nuova organizzazione per il ricovero dell’adolescente in ospedale

Domenico Minasi Presidente del Coordinamento Nazionale dei Primari Italiani di Pediatria

Ricovero ospedaliero: un’esperienza difficile.

La scuola dell’ansia

Paolo Demolli Docente di filosofia, Liceo Giovanni Berchet di Milano

La paura delle interrogazioni o dei voti c’è sempre stata. Ma è cambiata la pressione esterna delle aspettative sociali e dei genitori, diventati più ansiosi dei ragazzi.