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Noi e gli altri: la salute mentale giovanile nei Paesi OCSE
SALUTE MENTALE

La salute mentale di bambini, adolescenti e giovani adulti peggiora da oltre dieci anni. Cosa dice il rapporto OCSE Child, Adolescent and Youth Mental Health in the 21st Century.

La salute mentale dei giovani sta peggiorando, con un aumento dei tassi di depressione, ansia, disagio psicologico e scarso benessere. È quanto rileva l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) nel nuovo rapporto Child, Adolescent and Youth Mental Health in the 21st Century basato su dati internazionali, sulla recente letteratura scientifica e sui contributi di esperti clinici e di politiche pubbliche.

La salute mentale di bambini, adolescenti e giovani adulti peggiora da oltre un decennio

Nella maggior parte dei Paesi OCSE, la salute mentale di bambini, adolescenti e giovani adulti è peggiorata nell’ultimo decennio. Indagini nazionali e serie di dati internazionali mostrano un aumento del disagio psicologico, dei sintomi depressivi e delle segnalazioni di cattiva salute mentale tra adolescenti e giovani adulti. In nove degli undici Paesi con serie temporali comparabili tra il 2012 e il 2022, gli indicatori della salute mentale giovanile sono peggiorati con una media annua compresa tra il 3% e il 16%. Sebbene la pandemia di COVID-19 abbia intensificato queste pressioni, il declino era già evidente dalla metà degli anni 2010.

I dati principali e la criticità di ragazze e adolescenti più grandi

Dati comparabili a livello internazionale confermano questa tendenza. Tra il 2014 e il 2022, la percentuale di adolescenti che riferiscono umore frequentemente basso e molteplici disturbi di salute è aumentata in tutti i Paesi OCSE partecipanti allo studio HBSC. Le ragazze e gli adolescenti più grandi mostrano esiti particolarmente negativi: nel 2022, oltre due terzi delle ragazze di 15 anni hanno riportato molteplici sintomi di scarso benessere, e i ricoveri per autolesionismo tra le ragazze di età compresa tra 0 e 17 anni sono aumentati del 29% tra il 2015 e il 2023 in 13 Paesi. I tassi di suicidio tra i giovani sono rimasti relativamente stabili nella maggior parte dei Paesi.

I fattori interconnessi del declino della salute mentale giovanile

L’analisi presentata nel rapporto indica che i giovani si trovano ad affrontare pressioni multiple e interconnesse che si accumulano nei diversi ambiti della loro vita. Alcuni fattori di rischio, come la digitalizzazione e i cambiamenti climatici, sono relativamente nuovi, mentre altri — come disuguaglianza, povertà, pressioni scolastiche e bullismo — sono determinanti storici della cattiva salute mentale, ma possono essere aggravati dalle tendenze contemporanee.

– Digitalizzazione e social media
L’uso eccessivo o notturno dei dispositivi digitali è fortemente associato a disturbi del sonno a loro volta fattore di rischio per una peggiore salute mentale. L’uso dei social media è stato collegato a sintomi di ansia, umore depresso e scarsa immagine corporea (ma si riscontrano anche effetti positivi, come l’accesso al supporto tra pari e a comunità online). Il cyberbullismo, l’esposizione a contenuti dannosi e l’“amplificazione” di notizie angoscianti – ad esempio, l’instabilità globale e le crisi, il cambiamento climatico, l’instabilità geopolitica e i conflitti – contribuiscono ulteriormente al disagio emotivo.

– Svantaggio socioeconomico
Lo svantaggio socioeconomico continua a incidere sulla salute mentale dei giovani, influenzando sia l’esposizione ai rischi sia la disponibilità di risorse di supporto. Difficoltà economiche, instabilità abitativa, percezione di mobilità sociale discendente e pressioni scolastiche pesano fortemente sul benessere. Bullismo e cyberbullismo, in aumento, sono fortemente associati a depressione, ansia e autolesionismo.

Le raccomandazioni dell’Ocse

Il rapporto – che sottolinea la necessità di un prevenzione rafforzata, di un supporto precoce e di un’azione multisettoriale, si conclude un insieme di raccomandazioni per promuovere la salute mentale dei giovani, prevenire l’insorgenza di difficoltà e rafforzare i sistemi di supporto.

I Paesi OCSE dovrebbero:

  • rafforzare la prevenzione e lo sviluppo della resilienza, includendo programmi scolastici di apprendimento socio-emotivo, alfabetizzazione alla salute mentale e programmi educativi per i genitori nella prima infanzia;
  • ampliare l’accesso a servizi a bassa soglia e adatti ai giovani, inclusi servizi comunitari e supporto tra pari;
  • affrontare i determinanti strutturali della salute mentale, come la povertà infantile, l’insicurezza abitativa e la pressione scolastica;
  • valutare rigorosamente le politiche digitali, considerando sia gli effetti previsti sia quelli non intenzionali;
  • migliorare la raccolta e il monitoraggio dei dati, includendo indagini nazionali regolari e il coinvolgimento diretto dei giovani.

La raccomandazione dell’OCSE, in sintesi, è adottare un approccio globale che combini interventi precoci, supporto olistico e migliori evidenze: una modalità di intervento essenziale per proteggere la salute mentale delle nuove generazioni e consentire loro di prosperare nei decenni futuri.

OECD (2026), Child, Adolescent and Youth Mental Health in the 21st Century, OECD Publishing, Paris.

Redazione

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