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Abitudini e stili di vita degli adulti in Italia
INDAGINI

Se fossero gli adolescenti a ideare un questionario rivolto agli adulti, che domande ci rivolgerebbero?

Sono più di 25 anni che mi occupo di ricerca sociale sull’adolescenza, all’inizio, come ideatore del progetto, con la Società Italiana di Pediatria, poi – da quando è nata – con l’Associazione Laboratorio Adolescenza e la collaborazione con l’Istituto di ricerca IARD con il quale lavoro da altrettanti anni. E sono più di 25 anni che, con l’indispensabile supporto di Carlo Buzzi, sociologo dell’Università di Trento e oggi responsabile del comitato scientifico di IARD e referente dell’area sociologica di Laboratorio Adolescenza, costruiamo questionari da somministrare a migliaia di studenti. Centinaia di domande rivolte, facendo una stima veloce, a circa 100.000 adolescenti, molti dei quali ormai adulti con figli già più che adolescenti. Un lavoro considerevole e portato avanti sempre con pochissimi fondi a disposizione e tanto entusiasmante volontariato che ci consente oggi di avere una chiara percezione di come, in questi quasi trent’anni, sono cambiati gli adolescenti non – come ripeto spesso – per una mutazione genetica, ma come specchio di una società drasticamente mutata. Ed è vano cercare di motivare e spiegarci tutto ciò che ci inquieta dell’adolescenza di oggi se non facciamo, prima, una analisi attenta di ciò che ragionevolmente dovrebbe inquietarci della società che noi adulti abbiamo, passo dopo passo, costruito avviandoci per una china dalla quale sembra sempre più difficile risalire.

Ma il motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo non è l’ennesima disamina della drammatica situazione odierna, ma una curiosità legata proprio alle domande che Carlo Buzzi ed io, anno dopo anno, abbiamo individuato per costruire i questionari d’indagine. Se fossero loro, gli adolescenti, a ideare un questionario rivolto agli adulti, che domande ci rivolgerebbero? Se siamo soddisfatti del nostro lavoro? E della nostra vita? Se fumiamo? Se beviamo? Se tradiamo il nostro partner? Se utilizziamo i social? Se abbiamo fiducia nei nostri amici ma, soprattutto, se abbiamo “veri” amici? Se riteniamo di essere giusti con i nostri figli e se riteniamo di essere un esempio virtuoso per loro? Se siamo razzisti? Se siamo leali con i nostri colleghi? Se paghiamo le tasse? Se siamo sinceramente fieri del nostro modo di comportarci? Se pretendiamo il rispetto che diamo? Se prima di pontificare su tutto e su tutti ci guardiamo qualche volta allo specchio? Se, pur senza andare a sfiorare il Codice Penale, ci consideriamo, in coscienza, persone oneste? Se abbiamo ideali e se, per questi, siamo disposti a metterci in gioco?

Seppure, per il lavoro che svolgo, penso di conoscere abbastanza bene gli adolescenti, come certamente li conoscono – anche meglio – gli insegnanti, ho davvero difficoltà ad immaginare le domande che troveremmo in un questionario creato dagli adolescenti e destinato a noi adulti. Per parafrasare proprio il sottotitolo del nostro ultraventennale osservatorio: “abitudini e stili di vita degli adulti in Italia”. Una cosa di cui sono, invece, più convinto è che, se ogni anno le risposte degli adolescenti che ricaviamo dalle nostre indagini ci preoccupano e allarmano sempre più, le risposte che verrebbero fuori dal questionario per gli adulti – se questi rispondessero con la stessa lealtà con cui fanno le ragazze e i ragazzi – farebbero rabbrividire. Forse è un pessimismo esagerato? Forse, ma l’unica possibilità per capirlo è provare. Nel prossimo anno scolastico Laboratorio Adolescenza cercherà di arruolare un adeguato numero di scuole a cui chiedere proprio questo tipo di collaborazione. Far identificare le domande che gli adolescenti vorrebbero rivolgere agli adulti. E poi mi piacerà, a risposte arrivate, ascoltare i loro commenti a riguardo. Certamente più concreti di noi, non credo che passeranno ore a discuterne in sterili tavole rotonde, ma si farebbero un’idea di con chi hanno a che fare. E sarà comunque un bel risultato.

Maurizio Tucci
Presidente Laboratorio Adolescenza

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Via Troilo, 4
20136, Milano

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