
Le domande per capire abitudini, comportamenti e stili di vita degli adolescenti. I risultati a giugno.
Al via l’edizione 2026 dell’Indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti in Italia, realizzata dall’ Associazione Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca Iard. L’indagine – che ha il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e si avvale della collaborazione dei canali Scuola e salute del Corriere della Sera.it – è rivolta agli adolescenti della fascia d’età 12-19 anni. Al questionario è possibile rispondere anche da qui, tenendo presente che il questionario è anonimo, non contiene domande riferibili a dati sensibili e non è tracciabile, ovvero non è possibile dalla piattaforma risalire a chi ha risposto.
Tanti, come sempre, i temi che vengono affrontati. Dalla scuola alla attività sportiva, dall’utilizzo borderline di Internet (gioco d’azzardo online, frequentazione di siti porno nonostante le procedure introdotte per il riconoscimento della maggiore età) a quello dell’IA e dei social.
Approfondimento scuola
Due i focus tematici previsti in questa edizione. Il primo è sul rapporto tra gli adolescenti e la scuola. Dall’importanza che gli studenti ancora danno al gruppo classe, al divieto di portare il cellulare, al registro elettronico, all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per lo studio.
E poi si cercherà di analizzare se e quanto il rapporto con gli insegnanti riesce ad andare oltre lo stretto ambito della materia insegnata e spazi su argomenti di interesse generale e trasversale come, ad esempio, il cambiamento climatico, i rischi legati all’uso dei social media, la violenza di genere.
«Alcune domande – spiega Carlo Buzzi, Sociologo dell’Università di Trento e Direttore scientifico dell’indagine – sono le stesse, ovviamente ribaltate, che sono state utilizzate lo scorso anno nella quarta indagine nazionale sulle condizioni di vita e di lavoro degli insegnanti italiani (che ha coinvolto a livello nazionale circa 300 scuole di ogni ordine e grado e più di 9000 insegnanti) realizzata dall’Istituto Iard, in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca e con la Bolton for Education Foundation. Sarà interessante valutare i differenti punti di vista e le diverse percezioni di insegnanti e studenti riguardo a importanti aspetti che inerenti alla relazione docente-discente».
Approfondimento prevenzione e rapporto con il medico
Il secondo focus è sui temi della prevenzione e del rapporto tra l’adolescente e il proprio medico, sia esso il pediatra o il medico di medicina generale.
Sull’aspetto prevenzione già i dati dello scorso anno avevano fornito indicazioni critiche: la non consapevolezza del se e quando si erano sottoposti alle vaccinazioni più importanti contro le malattie infettive ma, soprattutto, l’enorme confusione relativa a come si trasmettono due importanti malattie quali il papilloma virus e la meningite da meningococco, particolarmente insidiose a quell’età proprio per lo stile di vita che gli adolescenti conducono, caratterizzato da stretto contatto fisico e rapporti sessuali promiscui e spesso non protetti.
Abitudini e comportamenti degli adolescenti
Oltre ai temi dei focus, l’indagine analizzerà le abitudini e i comportamenti degli adolescenti: individuali, all’interno del gruppo dei pari e all’interno della società tutta.
Quanta attività sportiva praticano (costante nota dolente), quanti libri non scolastici leggono (altra nota dolente), in che modo comunicano con i loro amici quando non sono vicini e in quali luoghi della città e con che frequenza si incontrano. Fino a chiedere ai diretti interessati se, secondo la loro percezione, sono aumentati o diminuiti, tra gli adolescenti, fenomeni come il bullismo, il ricorso alla violenza fisica, l’autolesionismo, l’abuso di sostanze.
Sarà anche interessante verificare se si confermerà o no il trend di un sempre maggior pessimismo degli adolescenti riguardo al loro futuro, che si osserva da parecchi anni: nell’indagine 2025 oltre il 62% degli adolescenti aveva affermato di avere una visione del futuro incerta o preoccupata, mentre gli “ottimisti” erano risultati essere poco più del 12%.
L’indagine non tralascia, infine, gli aspetti legati al modo di utilizzare Internet (dal gioco d’azzardo online ai siti porno) e i social i network (nel 2025 solo il 12% non aveva mai postato un reel) e se e quanto gli “influencer” rappresentino un modello da seguire. Si tornerà a chiedere se considerano l’AI una opportunità o un pericolo, dopo il dato riscontrato lo scorso anno – che aveva un po’ stupito – in cui i pessimisti avevano superato gli ottimisti.
I primi risultati dell’indagine saranno disponibili entro la fine di giugno 2026.



