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Sarah, Thea e Federica: la vera immagine dello Sport
SPORT

Lo sport non è solo medaglie, coppe e tifo. Lo Sport, quello vero, è soprattutto sacrificio, coraggio e rispetto.

L’immagine di Sarah Hector e Thea Louise Stjernesund, le atlete sconfitte, che si inchinano alla vincitrice Federica Brignone è l’immagine che tutti, ma soprattutto i giovani, gli adolescenti, dovrebbero conservare come simbolo non solo di queste Olimpiadi invernali 2026, ma dello Sport tutto. Perché lo sport non è solo medaglie, coppe e tifo. Lo Sport, quello vero, è soprattutto sacrificio, coraggio e rispetto.

Non arrivo alla purezza di de Coubertin pensando che l’importante sia partecipare e non vincere. Personalmente ritengo che il motore dello sport sia la voglia di vincere, ma anche la capacità di affrontare le sconfitte, riconoscere i meriti dell’avversario, sapersi rialzare dopo le cadute vere e metaforiche.

Federica Brignone è certamente un simbolo di questo modo di interpretare lo sport, ma Sarah Hector e Thea Stjernesund lo sono altrettanto. E difronte a questa “lezione” di Sport non posso non pensare, per contrapposizione, a quei genitori, educatori falliti, che incitano sguaiatamente i loro figli; insultano (quando non arrivano a picchiare) gli avversari dei loro figli; pretendono vittorie; accusano tutti e tutto per giustificare sconfitte. E così, trasformando lo sport in una guerra, l’ennesima guerra, sprecano la migliore occasione per trasmettere ai loro figli quei valori che lo Sport incarna e che possono essere d’esempio in ogni aspetto della vita.

So che è anche più di un ‘utopia, ma immagino un mondo in cui anche la politica incarni almeno qualcuno dei valori dello Sport, a partire dal rispetto per l’avversario. Non c’è dubbio che sarebbe un mondo migliore, nel quale riconoscersi senza imbarazzo.

Ma l’imbarbarimento dilaga ad ogni livello e poi ci sorprendiamo, o fingiamo di sorprenderci, che gli adolescenti non siano uno specchio di virtù. Di una virtù che non si capisce, però, da chi dovrebbero avere appreso.

Tornando allo Sport e ai valori che ha in sé e cerca, nonostante tutto, di trasmettere, è più che comprensibile che ci sia stato tanto giusto sdegno per la farsesca presentazione televisiva dell’inaugurazione delle Olimpiadi dì Milano e Cortina, fatta da un tristo personaggio che incarna incompetenza, presunzione e nepotismo. Lo segno credo che non sia venuto tanto dalla “qualità” e quantità delle gaffe, quanto dall’offesa che quella presentazione ha arrecato proprio ai valori dello Sport. A quello spirito di sacrificio, a quell’impegno, a quel rispetto per il valore altrui, a quel coraggio, che dello Sport sono la vera essenza, ben al dì là di record e medaglie.

Maurizio Tucci
Presidente Laboratorio Adolescenza

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