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Adolescenza, comportamenti a rischio e sessualità
PASSAGGIO ALL'ETA' ADULTA

Comportamenti a rischio: quali sono i più diffusi, che caratteristiche hanno e perché gli adolescenti li adottano.

I comportamenti a rischio e il passaggio all’età adulta

L’adolescenza rappresenta un “passaggio” cruciale non solo per il giovane, ma anche per la famiglia d’origine.

Non è, tuttavia, semplice valutare quanto sia difficile il passaggio all’età adulta. Ci sono degli adolescenti che affrontano positivamente questa fase, altri che mettono in atto comportamenti a rischio.

I comportamenti a rischio adolescenziali possono essere considerati dei modi per provare sensazioni nuove e forti, con la componente relativa alla sfida e alla sperimentazione di sé.

Il rischio che questi comportamenti hanno sulla salute può essere immediato, come nel caso della guida pericolosa, prima causa di morte in età adolescenziale, oppure posticipato nel tempo, come nel caso delle condotte sessuali a rischio, dei disturbi dell’alimentazione, del fumo di sigarette, dell’assunzione di droghe e dell’abuso di alcol.

Per affermare la loro “adultità” ed autonomia, essi ricorrono allora a condotte sessuali sconvenienti e, a volte, molto precoci, all’opposizione alle norme sociali e/o familiari, ecc.

Comportamenti a rischio e illusione d’immunità

Le condotte a rischio aiutano l’adolescente a sentirsi adulto facendo ciò che fanno i “grandi”. Infatti, è stato evidenziato che le gravidanze adolescenziali sono spesso favorite dalla convinzione di una sorta di immunità personale rispetto alle conseguenze negative; gli incidenti sono visti come se capitassero solo agli altri, e ci si sente superiori anche al contagio di malattie come l’AIDS.

Sembra che gli eventi negativi reali della vita non riguardino l’adolescente, che potrebbe ritenersi sempre al di sopra di tutto. Purtroppo, le cronache e i dati statistici ci mostrano il contrario.

L’identificazione con il gruppo dei pari

Alcuni comportamenti, inoltre, permettono l’identificazione con il gruppo dei pari. Fumare sigarette, bere, avere rapporti sessuali non protetti come fanno i propri amici permette di sentirsi come loro e facilita l’accettazione nel gruppo.

Il gruppo dei coetanei ha, infatti, una funzione molto precisa e fondamentale per lo sviluppo e la crescita individuale; nei coetanei il ragazzo ha modo di riconoscere meglio la propria identità di adolescente, ha una conferma di ciò che egli è per sé stesso e per gli altri e la possibilità di condividere con loro nuove norme e nuove esperienze.

I comportamenti a rischio, infatti, non si presentano in modo isolato, ma si collegano in vere e proprie sindromi, o costellazioni, che comprendono differenti comportamenti.

Intervento educativo e prevenzione del rischio

Molto importante è l’intervento educativo che richiede un’azione preventiva attenta al significato e ai vantaggi che gli adolescenti traggono dai comportamenti a rischio. Occorre lavorare affinché il giovane ottenga gli stessi obiettivi di sviluppo senza mettere in pericolo la propria salute e benessere.

Nella prevenzione del rischio non occorre focalizzarsi solo sulla riduzione di quei fattori che facilitano l’adozione di tali comportamenti, ma anche e soprattutto sul potenziamento di quelli che potremmo definire fattori protettivi. I fattori di protezione sono le risorse personali e ambientali che consentono di fronteggiare le situazioni difficili. Il singolo fattore di rischio non porta necessariamente alla comparsa di un comportamento a rischio, che risulta invece condizionato dalla comparsa di più fattori di rischio e dalla carenza di elementi protettivi.

Loredana Petrone
Psicologa

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LABORATORIO ADOLESCENZA
Via Troilo, 4
20136, Milano

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