
Senza nulla togliere al valore fondamentale della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza a rileggerla oggi appare carta straccia.
Il 27 maggio 1991 ovvero 34 anni fa, il Governo italiano dell’epoca ratificò (legge 176) la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e credo che valga la pena ricordare almeno I quattro principi fondamentali sanciti dalla Convenzione:
1. Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minorenni, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
2. Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
3. Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 4): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione internazionale.
4. Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.
Senza nulla togliere al valore fondamentale di questo documento storico per la civiltà umana come noi la intendiamo o, almeno, come dovremmo intenderla, rileggerlo oggi suscita, purtroppo, un macabro riso.
Carta straccia, se pensiamo a quello che sta accadendo ai bambini e agli adolescenti palestinesi nella striscia di Gaza, e non è vero, non è giusto, non è etico addossare tutta la responsabilità a quel criminale che si sta dimostrando essere il premier israeliano Netanyahu, che sta oltraggiando innanzi tutto il suo popolo,
Il senso della Carta dell’ONU, perché non fosse ridotta ad orpello, a manualetto di buone maniere, è di renderci tutti collettivamente responsabili dei diritti dei bambini e degli adolescenti, primi tra tutti diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo.
La responsabilità oggettiva di questo inimmaginabile massacro è certamente del novello erode 3.0, ma parte di responsabilità morale non possiamo non addossarcela tutti, a partire dai governi e dalle nazioni che quella Convenzione l’hanno ratificata.
Tre anni fa Laboratorio Adolescenza realizzò un progetto in alcune scuole di Milano sui diritti e i doveri degli adolescenti ed iniziammo il lavoro partendo proprio dalla lettura dei principi della Carta dell’ONU che ho appena riportato. Come avrei dovuto esordire, con i ragazzi, se il progetto lo avessi condotto quest’anno? Cosa avrei dovuto raccontare loro? Avrei dovuto dire che sì, sono belle parole, buone intenzioni, ma valgono dove valgono e che difronte a chi le profana il massimo che il mondo “civile” riesce a fare è indignarsi in qualche siparietto televisivo, dove a rendere la tragedia addirittura ridicola si aggiunge il fatto che su questa strage si litiga anche, per inascoltabili sfumature “politiche”.
Orwell, tante volte profetico, l’aveva detto chiaramente nella sua “Fattoria degli animali”: siamo tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Mai conferma più plastica è venuta della reazione di mezzo mondo, a partire proprio dall’ONU, all’orrore di Gaza.
Ecco, in questo mondo di uguali-diversi io mi sento profondamente a disagio e tanto più quando difronte a me ho un adolescente a cui non posso che chiedere scusa per il mondo in cui lo abbiamo costretto a vivere.
Presidente Laboratorio Adolescenza



