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Laboratorio Adolescenza Magazine

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Ti trovi qui: Home / LABORATORIO ADOLESCENZA MAGAZINE / 2024 N.2 / Tutti i mali vengono per nuocere
Tutti i mali vengono per nuocere
DOSSIER MEDICINA

Quest’anno la ricerca Laboratorio Adolescenza-Iard si è occupata anche del dolore (fisico), che non è soltanto roba per vecchi. Di che cosa si lamentano i ragazzi? E come affrontano i “tormenti” più comuni? Spesso usando i farmaci un po’ a caso

Nella nuova edizione di Pediatria Pratica (G. Bona, R. Miniero – Ed. Minerva Medica, 2024), parlando di terapia del dolore Federica Ferrero – già direttrice della Terapia Intensiva neonatale dell’azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara – scrive:

“Secondo l’International Association for the Study of Pain (IASP) il dolore è un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole. Il dolore è sempre soggettivo: ogni individuo impara l’ap­plicazione della parola dolore tramite le esperienze corre­late ai traumatismi fin dalla prima infanzia. […] L’impulso “nocicettivo” (ovvero la stimolazione dei recettori periferici del dolore che lo trasmettono al midollo spinale, raggiungendo il talamo e quindi la corteccia cerebrale) provoca risposte fisiologi­che, comportamentali, e di stress, che si possono e si devo­no evitare per quanto possibile con tutti i mezzi, farmaco­logici e non farmacologici, in nostro possesso”.

 

In parole povere il dolore – in quanto tale – va sempre “trattato”. Sopportare il dolore, qualunque sia la causa che lo produce, non solo non è “eroico” e non serve, ma fa proprio male.

 

Cause ed effetti

 

Le cause del dolore possono ovviamente essere tantissime. Nell’edizione 2024 dell’indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti – realizzata annualmente da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD – abbiamo analizzato come gli adolescenti gestiscono il “dolore” relativo ai disturbi più comuni, più o meno occasionali, di cui soffrono: mal di testa, mal di denti, mal di pancia, dolori muscolari e, per le ragazze, il ciclo mestruale che ovviamente non è da considerare un “disturbo”, ma ugualmente può essere causa di dolore.

 

Innanzi tutto, con che frequenza soffrono di questi disturbi? Al primo posto, per le ragazze, ci sono i dolori mestruali (indicati dal 78%), ma oltre la metà del campione (totale maschi e femmine) afferma di soffrire “spesso o qualche volta” di dolori muscolari (60,8%), cefalea (60,1%) o dolori addominali (60,8%). In tutti i casi la percentuale riferita alle ragazze è mediamente maggiore di oltre il 20% rispetto a quella dei maschi. (tabella1)

 

 Tabella 1 -Mi capita di soffrire di:    

Risposte Spesso + Qualche voltaTotaleFemmineMaschi
Cefalea60,1%73,0%48,4%
Dolori addominali55,0%71,1%40,8%
Dolori muscolari60,8%72,3%57,9%
Dolori mestruali–78,1%–
Mal di denti16,7%20,8%12,9%

 

 

Importante anche osservare (e qui le differenze di genere sono più contenute) che, tra quelli che affermano di soffrire di un determinato disturbo, il 50% (se ci riferiamo a mal di testa e mal di pancia) e circa il 30% (se ci riferiamo ai dolori muscolari) afferma che, quando il disturbo si manifesta, deve interrompere le attività che sta svolgendo e attendere che il dolore cessi. (tabella 2)

 

 

 

Tabella 2 – Quando ho uno dei seguenti disturbi devo interrompere ciò che sto facendo e attendere che mi passi.

TotaleFemmineMaschi
Mal di testa50,4%55%45,9%
Mal di pancia49,4%51,9%46.7%
Dolori muscolari/articolari27,7%25,7%29,5%

 

Escludendo gli effetti prodotti, sulle ragazze, dal ciclo mestruale, le cause principali che causano questi disturbi indicate dagli adolescenti (non si tratta di diagnosi) sono principalmente: per il mal di testa, “scuola” (72,1%) e “stress emotivi” (58%); per il mal di pancia, “digestione” (67,5%) e “consumo di determinati alimenti” (59,2%); per i dolori muscolari/articolari, “stress fisici” (70,4%).

 

Cosa fanno gli adolescenti

 

Tornando al dolore, quello più “trattato” (rapporto tra frequenza del disturbo e uso di antidolorifici) risulta essere il mal di denti, seguito dal mal di testa e, per le ragazze, dal dolore mestruale. Con l’aumentare dell’età aumenta anche la percentuale di chi utilizza antidolorifici per trattare il dolore.

 

Le ragazze, soffrendo maggiormente di questi disturbi, sono anche maggiori utilizzatrici di antidolorifici, ma è interessante osservare che il rapporto tra frequenza del dolore e trattamento con antidolorifici si ribalta a favore dei maschi. In pratica i ragazzi, quando provano dolore, sono più inclini a ricorrere ad un farmaco per farlo cessare. (tabella 3)

 

Tabella 3 – Rapporto tra frequenza del disturbo e frequenza di trattamento del dolore tramite utilizzo di antidolorifici.

TotaleFemmineMaschi12-13 anni16-18 anni
Mal di denti93,4%––––
Cefalea81,6%76,9%88,1%79,3%85,9%
Dolori mestruali72,8%––64,8%78,4%
Dolori addominali61,8%60%63,7%57,6%67.6%
Dolori muscolari31,4%24,6%33,8%32.7%31,6%

Accordo tra i generi, invece, su quale sia l’effetto maggiormente desiderato dall’assunzione di un antidolorifico. Al primo posto la scomparsa rapida del dolore (50,6%), seguita dalla durata prolungata dell’effetto (29,6%), mentre solo il 15,4% si preoccupa degli eventuali effetti indesiderati collaterali.

Riguardo al “quando” – e anche qui le differenze di genere sono molto contenute – la maggioranza (50,5%) assume antidolorifici “dopo un po’, se il dolore non passa”; il 39,7% “se il dolore diventa insopportabile” e solo il 5,1% “appena il dolore compare”.

 

È giusto combattere il dolore

 

Fin qui la fotografia del vissuto adolescenziale, ma a questo punto la domanda, che rivolgiamo agli esperti, è se e quanto i comportamenti di ragazze e ragazzi siano corretti.

 

Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Pavia, IRCCS policlinico San Matteo  , concorda pienamente con quanto detto in apertura, ovvero che il dolore va “trattato” e non stoicamente sopportato. “Il trattamento del dolore – spiega Marseglia – è talmente importante che si sta sperimentando, attraverso la diagnostica per immagini, la possibilità di individuare presenza di dolore anche nei neonati piccolissimi che non hanno la possibilità di comunicarlo attraverso il pianto.

Ovviamente l’obiettivo ultimo deve sempre essere quello dell’individuazione clinica delle cause per intervenire su queste e non limitarsi a gestire gli effetti, ma – in parallelo – è opportuno anche agire su questi”.

 

In pratica, se si ha un dente cariato va curato, ma nel frattempo è altrettanto opportuno tenere a bada il dolore. E questo vale anche quando non si tratta di un disturbo patologico, ma di un fenomeno naturale come possono essere le mestruazioni. “La dismenorrea va sempre trattata – spiega Annamaria Fulghesu, Presidente della Società Italiana di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SIGIA) – per cui fa bene quella ampia maggioranza di ragazze che lo fa.  Sbagliano, però, il “momento” nel quale ricorrere al farmaco. I dati dell’indagine Laboratorio Adolescenza-IARD riportano che il 95% ricorre ad un antidolorifico se il dolore non passa o, addirittura, se diventa insopportabile, mentre è un’esigua minoranza (meno nel 5%) a farlo, come sarebbe corretto, ai primi sintomi. Questo perché gli antinfiammatori non steroideo [FANS], che sono i farmaci da assumere in queste circostanze, non eliminano le prostaglandine già presenti (causa del dolore), ma ne inibiscono la produzione. L’efficacia maggiore si ha quindi assumendoli proprio ai primi sintomi del dolore, se non addirittura prevenendolo nelle persone che soffrono sistematicamente di dismenorrea”.

 

Concorda Marseglia. “Inutile attendere a lungo che il dolore passi da solo col rischio anche che aumenti.  L’antidolorifico risulta più efficace se preso ai primi sintomi e non solo per quello che riguarda il ciclo mestruale. L’importante, però, è farlo sempre sotto controllo e indicazione del medico”.

 

Ma proprio su questo punto delicato gli adolescenti “sgarrano” un po’ troppo. Meno del 17% si rivolge al medico per la prescrizione di un antidolorifico, mentre i “prescrittori” abituali risultano essere i genitori (57,3%). Il 15% (che nella fascia 16-18 anni diventa 25%) decide invece addirittura da solo o in base a quello che trova in casa.

 

Come orientarsi nella scelta del farmaco

 

Ma quale antidolorifico è quello più indicato per i disturbi di cui abbiamo parlato? Argomento su cui è importante fare chiarezza specie in considerazione del fatto che oggi i social più comunemente utilizzati dagli adolescenti (TikTok e Instagram) traboccano di personaggi “in camice” (che sono o interpretano il ruolo di medici e/o farmacisti) che danno, in proposito, suggerimenti non sempre uniformi.

 

 

“Gli unici farmaci che le linee guida internazionali prevedono in età pediatrica – ci indica Marseglia – sono paracetamolo e ibuprofene entrambi utilizzabili per la gestione della febbre e del dolore. Ibuprofene tuttavia per la sua maggior attività antiinfiammatoria ha un ruolo primario nella gestione del dolore sia in termini di rapidità di azione sia di efficacia”

 

Ibuprofene che – riferendosi in particolare alla dismenorrea – consiglia anche Anna Maria Fulghesu, sottolineando che l’assunzione una volta al mese di un antinfiammatorio non steroideo [FANS], ovviamente sempre su indicazione del medico, non è assolutamente dannosa per l’organismo.

Maurizio Tucci

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