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Ti trovi qui: Home / LABORATORIO ADOLESCENZA MAGAZINE / 2024 N.2 / Dottore mi fido di te, ma vorrei…
Dottore mi fido di te, ma vorrei…
DOSSIER MEDICINA

Seconda una nostra ricerca, dopo la famiglia e gli amici, medici e pediatri sono la categoria di cui gli adolescenti, all’84%, si fidano di più: molto più che degli insegnanti. Purché non si mettano di mezzo i genitori.

Dalla nostra indagine 2024 emerge un dato che in qualche modo sorprende, ed è la fiducia che gli adolescenti dimostrano di avere nella sanità. E sorprende tanto di più considerando il contesto generale riguardo la fiducia perché, se si escludono famiglia e amici, la fiducia che gli adolescenti ripongono nei principali riferimenti “istituzionali” non solo è bassa, ma è in calo evidente rispetto al passato.

Facendo un breve “ripasso” generale resta ancora di poco sopra il 50% la fiducia nelle forze dell’ordine, ma si abbassa di oltre 10 punti rispetto al 2014 (53% vs 64%), mentre sono in controtendenza i magistrati nei quali la fiducia, rispetto al 2014, è salita in modo significativo (50,6%, contro il 28,4% di dieci anni fa). Nella parte “bassa” del tabellone, dove prevale la sfiducia, troviamo gli insegnanti (crollati, in 10, anni dal 70% al 48%) e i sacerdoti (scesi anche loro dal 52% al 29%). Con un tasso di fiducia ancora più basso troviamo i giornalisti (25%) che però risultano in crescita rispetto al 2014 quando a fidarsi di loro era appena il 10%. Mentre oggi al 10% ci sono gli “influencer” (non erano presenti nella rilevazione del 2014). Velo pietoso sulla fiducia riposta nella classe politica che, “stabile nei secoli”, era al 3,3% nel 2014 ed è riuscita a scendere ulteriormente al 2,9%.

 Totale2014FrmmineMaschi
Genitori90,692,887,493,5
Amici86,763,184,488,6
Medici84,859,484,685,4
Militari66,5 65,667,8
Forze ordine54,463,055,953,3
Giudici50,628,451,649,9
Insegnanti48,570,346,950,2
Sacerdoti28,852,026,431,0
Giornalisti25,19,724,523,8
Influencer10,4 7,812,6
Politici2,43,31,5%3,2%

Tornando alla sanità gli adolescenti dimostrano molta più fiducia nella cosiddetta “medicina tradizionale” Oltre il 75% degli adolescenti intervistati esprime fiducia nei farmaci certificati dalle agenzie nazionali ed internazionali del farmaco, mentre si fida dei rimedi naturali solo il 37% (al Sud la percentuale aumenta un poco) e dei rimedi omeopatici il 29%. E – con buona pace di no-vax e complottisti di vario genere – grande fiducia nelle vaccinazioni ed anche nelle aziende farmaceutiche.

L’82,8% dichiara anche di avere fiducia degli ospedali privati e, seppur meno ampia, è sopra la soglia sopra del 50% anche la fiducia nei confronti degli ospedali pubblici (57,7%) e dei servizi sanitari territoriali (53,3%).

Ovviamente il giudizio risente in modo significativo delle differenze territoriali: al Sud e nelle Isole prevale il livello di fiducia basso o molto basso per gli ospedali pubblici (53,9%) e per i servizi territoriali (59,65%). Ma anche all’interno dei territori ci sono differenze significative e mentre, ad esempio, il risultato positivo del Nordest è trainato in alto dai giovani dell’Emilia-Romagna (la fiducia per gli ospedali pubblici sale al 71%), al Sud a trainare il livello di fiducia verso il basso sono i giovani calabresi con una sfiducia negli ospedali pubblici che sfiora il 70%.

Ma a “gestire” ospedali, territorio e farmaci c’è sempre la figura centrale che è quella del medico. A fidarsi di medici e pediatri è l’84% degli adolescenti; figure seconde (per fiducia) solo agli amici e ai genitori. Inoltre, con un incremento nettissimo rispetto all’analogo rilevamento effettuato nel 2014 (59%).

Viceversa è molto bassa la fiducia nei “guaritori” alternativi che non raggiunge il 20%.

“La grande fiducia che gli adolescenti ripongono nei medici e nei pediatri – commenta Gianluigi Marseglia, Direttore della Clinica pediatrica dell’Università di Pavia IRCCS policlinico San Matteo – è un dato che naturalmente accogliamo con grande soddisfazione, ma è anche una evidenza che ci impone un carico di responsabilità ancora maggiore verso una fascia d’età nei confronti della quale – dobbiamo riconoscerlo tutti – non sempre si è avuta una attenzione adeguata e specifica. Gli adolescenti – continua Marseglia – troppo spesso vengono assimilati ai bambini o agli adulti, e se questa semplificazione non è mai positiva, in ambito medico e sanitario è un errore ancora più grave”.

Ma parallelamente a questa fiducia dimostrata c’è anche un aspetto critico che sono gli stessi adolescenti a mettere in luce e riguarda il come viene gestito e vissuto il rapporto medico/pediatra-paziente.

Purtroppo la presenza costante del/dei genitore/i – ovviamente imprescindibile nei primi anni di vita e durante l’infanzia – diventa via via più ingombrante all’aumentare dell’età quando il medico potrebbe (e dovrebbe) essere un interlocutore con il quale un adolescente possa confrontarsi anche su aspetti della propria vita non legati soltanto a mal di pancia e mal di testa, ma anche ad un vissuto riguardo il quale non è facile riferire davanti a mamma e papà.

Riportando qualche dato emerso dall’indagine, il 35% degli adolescenti (41,5% delle femmine) desidererebbe avere, nel corso della visita un momento per parlare da sola/o con il medico o con il pediatra, ma ciò non avviene. Meno del 20% afferma di avere, più o meno abitualmente, dei momenti di colloquio privato con il medico. Ed anche arrivando alla soglia dei 18-19 anni non solo oltre l’80% continua ad andare dal medico accompagnato dai genitori, ma il 19% ancora non ha un momento di colloquio riservato.

A questo si aggiungono il desiderio di veder riconosciuto il diritto alla privacy nel rapporto con il proprio medico e la domanda che assilla tutti gli adolescenti: “ma il medico andrà a riferire ai genitori tutto quello che gli ho detto in privato?” Problema tanto sentito che nell’ambito di un progetto sui «diritti e doveri» degli adolescenti, realizzato nel 2022 da Laboratorio Adolescenza nelle scuole superiori, il diritto alla privacy nel rapporto con il medico è stato tra quelli maggiormente invocati dagli studenti coinvolti.

Ma al di là di ciò che i ragazzi vorrebbero, cosa dice la “legge”? Il segreto professionale e il consenso informato valgono anche nei confronti di un minorenne? Giuseppe Deleo, medico legale e consigliere dell’Ordine dei Medici di Milano, spiega: «Esistono situazioni specifiche definite da provvedimenti ad hoc in cui anche al minore è garantito il rispetto della privacy. Tra queste l’interruzione volontaria di gravidanza (in cui l’adolescente ha il diritto di autodeterminarsi senza che i genitori lo vengano necessariamente a sapere), la prescrizione della pillola del giorno dopo, o la diagnosi di sieropositività. Ma possono esserci eccezioni se il medico dovesse ravvisare gli estremi di un grave rischio per la salute dell’adolescente: in quel caso è tenuto ad informare chi ha la tutela legale del minore, ma anche a informare l’adolescente stesso di ciò che farà.

Alla base di tutto – conclude Gianluigi Marseglia – c’è, ancora una volta, la capacità di instaurare con gli adolescenti un rapporto di fiducia, non scavalcando i genitori ma rendendoli consapevoli che uno spazio di privacy per il loro figli adolescenti è essenziale per il loro benessere, e per iniziare a diventare autonomi. Il mondo è cambiato rapidamente, è cambiata la comunicazione medico-paziente e sono diventate innumerevoli, attraverso Internet, le fonti di accesso diretto. ad informazioni mediche. Anche per questo – e mi riferisco all’ambito pediatrico – è importantissimo il lavoro che attraverso le scuole di Specializzazione in Pediatria stiamo facendo con i giovani pediatri in formazione per renderli in grado di affrontare tutte le nuove sfide che abbiamo difronte tra le quali il rapporto con gli adolescenti è una delle più importanti.

Maurizio Tucci

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