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Ti trovi qui: Home / LABORATORIO ADOLESCENZA MAGAZINE / 2024 N.2 / Gli adolescenti sono misteriosi?
Gli adolescenti sono misteriosi?
EDITORIALE

L’adolescenza è un periodo complesso, segnato da emozioni e segreti spesso difficili da decifrare. Nel mio lavoro come psicologo, mi confronto con giovani che nascondono pensieri e desideri inaccessibili, protetti da un velo di mistero. Questo testo esplora il significato di tali segreti, le loro radici e le dinamiche relazionali che li caratterizzano. Attraverso osservazioni e testimonianze, emerge il ruolo cruciale dell’amicizia autentica come risposta alle sfide sociali e personali. Un viaggio per comprendere non solo le ombre, ma anche la luce che anima i ragazzi di oggi.

Il mio lavoro consiste nel fare dei colloqui psicologici con adolescenti in crisi per i problemi più diversi. Quando uno di loro esce dal mio studio, mi rimane l’impressione che, anche se il colloquio è stato confidenziale, l’adolescente se ne sia andato via senza avermi detto tutto quello che voleva dirmi. È questo un dato che attira la mia attenzione e che mi fa pensare che ci sia un segreto da svelare e che, per questo motivo, l’adolescente complessivamente mi sia apparso misterioso.
Può avermi taciuto il segreto per una decisione consapevole e può non essere riuscito a dirmi ciò che forse gli stava più a cuore. La mia impressione però è che per me si sia abituato a conservare questo segreto in una zona della sua mente e che gli succeda con chiunque, genitori, amici e la ragazza o il ragazzo che ama. È l’adolescenza che impone di rimanere un po’ misteriosi, è una modalità relazionale che aiuta a crescere anche se spesso si è indotti a pensare che il segreto misterioso sia il pensiero più autentico e importante di ciò che la caratterizza.
Quello che gli adolescenti di oggi nascondono sotto il loro misterioso cappuccio è un linguaggio dimezzato, finalizzato a tenere celata l’altra parte del segreto?
È un interrogativo che affascina molti psicologi e psichiatri. La loro teoria ci porta a ipotizzare che in molti casi sotto il cappuccio si nascondano odio e desiderio di vendetta. Purtroppo nel corso delle ultime settimane si sono verificati casi che danno ragione a chi sospetta che i ragazzi occultino la loro violenza che può esprimersi anche in terribili comportamenti criminali.
In altri casi la cronaca ha tentato di indovinare il significato di questi comportamenti di gruppi di ragazzi interpretandoli come l’espressione di una nascosta vergogna personale. In altri casi ancora gli psicologi sono stati convocati per capire il senso di comportamenti autolesionistici, imprevedibili. Tra queste ipotesi psicologiche, alcune si fondano sul sospetto che il segreto degli adolescenti misteriosi sia un profondo desiderio di vendetta rispetto a traumi subiti nei lunghi anni della loro infanzia. A volte è successo anche a me come psicologo di incontrarmi con ragazzi così “scellerati”: nel corso degli anni ho accumulato molte testimonianze di come i ragazzi in crisi costruiscano legami profondamente autentici con il loro miglior amico, ho conosciuto gruppi di ragazzi avvinti da un legame molto profondo capace di esprimere intelligenti progetti per il loro futuro. In certi casi ho potuto assistere a significative relazioni tra adolescenti e adulti competenti occupati a realizzare dei progetti formulati assieme.
A mio avviso queste relazioni sono basate su un sentimento sociale leggero. Tra di loro gli adolescenti non si definiscono come “compagni, fratelli, camerati” ma come “amici”, senza segreti e senza obblighi ideologici. La loro amicizia rispetta l’individuazione ed è aperta a possibili incontri con le altre generazioni.
Questi ragazzi non hanno bisogno di terapie o assistenza: a loro basta un simpatico rispecchiamento empatico e io credo sia questo il loro segreto. Penso che in molti casi lo avrebbero proposto all’ambiente in cui crescono ma la violenza, la competizione, le rincorse verso il successo li costringono a mantenere segreto il progetto sociale fondato sull’amicizia e ciò li rende a volte misteriosi.

Professor Gustavo Pietropolli Charmet
Psicanalista e psicoterapeuta dell’adolescenza, socio fondatore dell’Istituto Minotauro di Milano

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