
Come genitori, ragazzi e insegnanti vedono il rapporto tra bambini, adolescenti e Internet.
Certamente il digitale fa sempre più parte della vita di ogni giorno, con una diffusione e pervasività crescente, rappresenta uno strumento straordinario per accrescere le conoscere, facilitare gli scambi di informazioni e l’organizzazione del lavoro. Sono però emerse sempre maggiori evidenze dei rischi legati all’uso precoce ed eccessivo dei dispositivi e degli ambienti digitali da parte di bambini/e e pre-adolescenti, sia per per la salute e il benessere che per la sicurezza.
Tuttavia, di questo non vi è ancora una sufficiente presa di coscienza da parte delle famiglie e del mondo adulto nel suo complesso. Molto spesso i genitori si sentono impreparati a questo compito, per mancanza di nozioni tecniche ma anche perché forti pressioni sociali e commerciali rendono difficile fare scelte consapevoli e adeguate, in un contesto in cui a volte tutto sembra inevitabile.
Patto educativo digitale Milano
A partire da queste riflessioni si è costituito a Milano un gruppo di lavoro che ha coinvolto le principali istituzioni milanesi e un gruppo di esperti/e del mondo accademico e delle professioni per una discussione condivisa sul rapporto tra educazione, salute e digitale.
Dopo 2 anni di lavoro sono state elaborate le Raccomandazioni del Patto educativo digitale Milano che riassumono indicazioni per il benessere e la sicurezza dei minorenni nel contesto digitale, fondato sia sulle evidenze scientifiche più recenti sia sulle esperienze di genitori, insegnanti, studenti della città.
Il punto più originale e innovativo di questa iniziativa è proprio l’approccio partecipativo, cioè aver scritto il documento dopo aver raccolto ed ascoltato l’opinione, i bisogni, le aspettative di oltre 6000 genitori e figli, e oltre 2000 insegnanti che hanno compilato un questionario online distribuito nelle classi dalla terza primaria alla terza secondaria.
Opinioni, bisogni, aspettative
Vediamo innanzitutto i pensieri emersi dal questionario:
- i genitori appaiono particolarmente preoccupati dei rischi dell’uso autonomo di Internet da parte dei minori e per alcuni aspetti i/le docenti più di loro;
- la maggioranza dei genitori chiede, da un lato, più educazione digitale, ma dall’altro anche più limitazioni, riconoscendo nella scuola e nelle figure sanitarie i riferimenti più importanti;
- emerge uno scarto di circa 4 anni tra l’età effettiva media di arrivo dello smartphone (11 anni) e l’età desiderata (14 anni), che i genitori – e i/le docenti allineati con loro – ritengono debba essere inserita in un documento di raccomandazioni istituzionali;
- si chiede di trovare il modo di rispettare davvero la norma del GDPR che vieta l’utilizzo autonomo delle piattaforme ai minori di 14 anni;
- i/le docenti – e in misura minore anche i genitori – manifestano la loro percezione anche di un’opportunità educativa della navigazione su Internet da parte dei/lle bambini/e;
- rispetto alla pratica di svolgere compiti a casa su Internet i docenti danno un giudizio più positivo che negativo, mentre molti genitori esprimono forte disagio a lasciare i/le bambini/e da soli/e con una connessione durante lo svolgimento dei compiti;
- gli/le studenti/esse risultano meno allarmati degli adulti, seppure anch’essi/e siano consapevoli della necessità di una guida collettiva sull’educazione digitale;
- anche nella visione dei minori si rileva uno scarto tra il momento medio di arrivo effettivo e auspicato dello smartphone, che nel loro caso è però ridotto a 1 anno (11 contro 12 anni);
- una quota non trascurabile di studenti/esse – tra il 30 e il 35% – riportano problematiche di salute fisica (es. stanchezza agli occhi e alla schiena) e manifestano fatica nella concentrazione legata all’uso dei media digitali.
Le raccomandazioni del Gruppo di Lavoro
Punto 1) E’ indispensabile sottolineare l’importanza della consapevolezza degli adulti. In particolare, è cruciale che i gli adulti siano consapevoli dell’interferenza del tempo trascorso davanti allo schermo da parte degli adulti con le opportunità di attenzione, conversazione e confronto tra genitori e figli sin dalle prime epoche di vita; che conoscano gli effetti di un utilizzo eccessivo sulla salute fisica e mentale, le problematiche legate alle regole esistenti e al rispetto della privacy. Quindi la parola d’ordine è accompagnare e supervisionare i propri figli nelle prime esperienze con il digitale.
Se queste indicazioni sono chiare, diventa forse più semplice parlare di utilizzo consapevole e adeguato del digitale.
Punto 2 ) Utilizzo dei dispositivi ed autonomia nel loro impiego devono essere calibrati in relazione all’età e alla fase evolutiva. E’ sconsigliato concedere completa autonomia nella navigazione su Internet sia durante l’infanzia che durante la pre-adolescenza perché a queste età i/le bambini/e non sono ancora in grado di gestire adeguatamente alcuni rischi presenti in rete.
Punto 3) E’ importante osservare le indicazioni delle società scientifiche pediatriche sia sulla gestione del tempo-schermo che sulle attività di sviluppo psico-motorio nelle diverse fasce d’età, e occorre utilizzare le indicazioni sulle età consigliate per i contenuti (come film e video). Si suggerisce il rispetto delle indicazioni della classificazione PEGI per i videogiochi. Più avanti con l’età, è essenziale che si rispettino, o forse meglio dire che si creino modalità che permettano il rispetto delle leggi esistenti, che già stabiliscono dei confini.
Punto 4) Il possesso di uno smartphone personale con connessione libera a Internet è fortemente sconsigliato sia nel periodo della scuola primaria che in quello della secondaria di I grado.
In ogni caso, i contratti telefonici utilizzati dai minori di 18 anni devono essere intestati direttamente a loro, per rendere operativo il filtro imposto da AGCOM.
Punto 5) Quali le preoccupazioni legate alla salute ? un tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo può favorire l’insorgenza di sovrappeso/obesità, influire negativamente su qualità e quantità del sonno, sulla salute visiva, uditiva e posturale. Infine, i dati di letteratura suggeriscono cautela sulla quantità di permanenza davanti agli schermi anche per gli effetti negativi su apprendimento, linguaggio e benessere mentale. In particolare va monitorato un uso problematico del digitale che può generare disturbi di comportamento e l’utilizzo dei giochi online in quanto possono favorire il rischio di dipendenza.
Punto 6) E’ molto importante che bambini/e possano sviluppare adeguate competenze digitali, attraverso attività online guidate dagli adulti. La scuola in stretta collaborazione con le famiglie hanno un ruolo chiave nel presidiare lo sviluppo di queste competenze.
Punto 7) I compiti a casa svolti su Internet possono arricchire la didattica, ma non dovrebbe costituire l’unica, né la prevalente, modalità per svolgere i compiti a casa. Le scuole potrebbero confrontarsi con le famiglie, in modo che sia possibile a queste ultime pianificare l’esecuzione delle attività didattiche online garantendo la presenza o il controllo che desiderano. Inoltre le consegne dei compiti, il caricamento dei materiali e gli annunci dovrebbero essere pubblicati in orario scolastico, in modo da permettere la pianificazione a studenti e famiglie e di garantire loro il diritto alla disconnessione.
Punto 8) E’ cruciale che queste informazioni siano conosciute e veicolate dalle figure educative (famiglia, scuola, associazioni sportive, oratori ecc.), sanitarie (pediatri medici di famiglia ecc.) che incontrano i bambini e i ragazzi.
Riflessioni finali
Ritengo che questo importante lavoro partecipativo che ha coinvolto famiglie, scuole, istituzioni ed esperti debba ora affrontare il compito più complesso, cioè essere “tradotto” e portato alla cittadinanza.
Come pediatri di famiglia a Milano, ma anche in Lombardia, siamo impegnati nel promuovere una educazione al benessere digitale utilizzando materiale che offre indicazioni fondamentali e realizzabili concretamente con propri figli. Questa è una delle sfide più significative della nostra epoca, una delle maggiori responsabilità per tutti coloro che hanno a cuore il benessere fisico e mentale dei nostri figli, dei nostri ragazzi che rappresentano il futuro della nostra società.
L’iniziativa Patto Educativo Digitale Milano e Le Raccomandazioni è promossa dal Comune di Milano, attraverso l’Assessorato all’Istruzione, il Board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale e diverse commissioni consiliari (Educazione, Digitalizzazione e Pari Opportunità), e dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Tra i partner coinvolti fin dall’inizio ci sono ATS Milano Città Metropolitana, Ufficio Scolastico Territoriale di Milano, Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP) Lombardia, CORECOM Lombardia e il Progetto genitori “Aspettando lo smartphone”.
Pediatra, Vice Presidente Laboratorio Adolescenza



