
Fenomeno, cause e strategie di intervento. La necessità di un impegno collettivo e il ruolo della medicina del territorio.
Disagio adolescenziale, fenomeno multifattoriale e complesso
Negli ultimi anni, il disagio adolescenziale e giovanile ha raggiunto livelli allarmanti, con un aumento significativo di problematiche quali ansia, depressione e comportamenti a rischio. Questa crescita, che sta assumendo un andamento esponenziale, rappresenta una sfida non solo per i giovani, ma anche per le famiglie e la società nel suo complesso: sembra infatti che la diffusione dei disturbi psichici in età 14-24 anni sia giunta a livelli allarmanti già in epoca pre-pandemica e ora in ulteriore espansione tanto da interessare dal 15 al 20% dei ragazzi.
Il meccanismo patogenetico che sta alla base di tale fenomeno è verosimilmente multifattoriale e complesso. Tra le cause principali possiamo individuarne alcune, quali: la difficoltà relazionale; la pressione sociale che vede l’uso dei social media come amplificatore di continuo confronto sociale e fonte di aumento di sentimenti di inadeguatezza; le incertezze economiche e sociali; le difficoltà scolastiche; non da ultimo, l’impatto della pandemia. La pandemia Covid-19 ha esacerbato il disagio, privando gli adolescenti di esperienze sociali e accrescendo il senso di isolamento.
La necessità di un impegno collettivo
Affrontare il disagio adolescenziale richiede un impegno collettivo e un approccio olistico che tenga conto delle molteplici dimensioni che lo influenzano. La medicina del territorio si configura come risorsa preziosa e come un elemento cruciale nella gestione e nel supporto di questi giovani, che spesso però si trovano in periodo di transizione verso l’età adulta, ma anche di transizione dal mondo pediatrico al mondo della medicina dell’adulto. Talvolta tale migrazione potrebbe rappresentare un vulnus nella presa in carico precoce di situazioni a rischio e borderline.
Il ruolo della medicina del territorio
La medicina del territorio deve giocare un ruolo fondamentale nell’affrontare queste problematiche offrendo un approccio integrato e vicino ai giovani e alle loro famiglie. Le strutture della medicina del territorio, come i consultori e i servizi di neuropsichiatria infantile, dovrebbero rappresentare un alleato con i medici del territorio nel fornire supporto psicologico, interventi educativi e percorsi di prevenzione. Fondamentale, inoltre, il coinvolgimento delle scuole e delle comunità per creare una rete di alleanze che faciliti l’accesso alle cure e promuova benessere.
L’importanza della prevenzione
Investire in strategie preventive e nel supporto psicologico e nell’individuazione di percorsi condivisi non è solo una responsabilità, ma un’opportunità per creare una comunità più forte e resiliente. Affrontare il disagio adolescenziale e giovanile è necessario per prevenire disturbi più gravi; è essenziale per poter identificare molto precocemente i giovani vulnerabili e a rischio, per cercare di intervenire con modalità efficaci nei confronti dei ragazzi dentro i loro contesti di vita.
Riteniamo quindi fondamentali gli interventi mirati, per aiutare i giovani a gestire emozioni e comportamenti problematici; sviluppare programmi nelle scuole che promuovano la salute mentale e la consapevolezza del disagio e creare reti di comunicazione tra famiglia, scuola e servizi sociali per garantire un approccio coeso e tempestivo. La sinergia tra medici, educatori e famiglie è fondamentale.
Un approccio mirato da parte dei medici
Riteniamo che la formazione degli operatori sia prioritaria per riconoscere i segnali di disagio e intervenire in modo appropriato, e le scuole possono fungere da primi punti di contatto per identificare i giovani a rischio e indirizzarli verso le risorse adeguate.
Un approccio mirato da parte dei medici dovrebbe prevedere screening e strumenti di diagnosi precoce, ad esempio somministrando periodicamente questionari di valutazione su ansia e depressione durante le visite mediche di routine. Bisogna poi saper indirizzare i giovani a un supporto psicologico diretto, per aiutarli a gestire emozioni e comportamenti problematici.
Importante anche ridurre lo stigma e promuovere consapevolezza, coinvolgendo le famiglie nei percorsi di cura, offrendo consulenze e formazione per aiutarle a comprendere e gestire meglio le difficoltà dei propri figli.
L’istituzione di una Commissione Pediatrica
Compito istituzionale dell’Ordine è offrire ai medici programmi di formazione continua sulle problematiche giovanili e sulle migliori pratiche di intervento, che dovranno essere multidimensionali e collaborative: solo così potremo contribuire a costruire una base solida per il benessere psicologico dei nostri giovani.
Abbiamo pertanto ritenuto fondamentale, nell’indirizzo programmatico delle attività del Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano, prevedere l’istituzione di una Commissione Pediatrica, con la quale si intende coinvolgere trasversalmente ogni ambito della Pediatria, dai pediatri di famiglia all’università, per garantire che i giovani crescano in un ambiente sicuro e supportivo, promuovendo il rispetto dei diritti e favorendo uno sviluppo sano dei ragazzi.
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano



