
Ricovero ospedaliero: un’esperienza difficile.
L’adolescenza è una fase delicata del percorso evolutivo di ogni individuo che può essere influenzata negativamente da diversi fattori, comprese le malattie, soprattutto quelle che necessitano di un ricovero ospedaliero. Il ricovero in ospedale rappresenta infatti un’esperienza spesso molto difficile per l’adolescente: la preoccupazione per il proprio stato di salute, l’ambiente sconosciuto, la perdita dei quotidiani punti di riferimento, la rinuncia forzata alle proprie abitudini, la lontananza dagli amici sono condizioni che possono favorire lo sviluppo di un disagio psico emotivo che incide anche sui rapporti affettivi con i genitori e la famiglia.
Durante l’ospedalizzazione la necessità delle cure e le limitazioni imposte dalle stesse possono suscitare sensazioni di inquietudine ed inadeguatezza che si traducono in un maggiore attaccamento alla figura del genitore, generando una dipendenza che per l’adolescente, impegnato al raggiungimento della propria autonomia, è spesso difficile da ammettere ed accettare. Una situazione che può anche determinare atteggiamenti oppositivi con rifiuto delle pratiche diagnostiche e terapeutiche.
Servono spazi e servizi dedicati in aree di degenza specifiche
Anche la situazione logistica del ricovero non aiuta l’adolescente ad esercitare un ruolo attivo nella gestione delle cure.
I reparti ospedalieri di Pediatria attualmente presenti nel nostro Paese , strutture in cui è ricoverato il maggior numero di adolescenti, sono in gran parte privi di spazi e servizi specificamente dedicati. Durante il suo soggiorno in ospedale l’adolescente è pertanto costretto condividere la propria routine assistenziale in ambienti destinati appositamente ai bambini più piccoli.
Questo può portarlo a sentirsi considerato come tale, ostacolando cosi il suo bisogno di essere tenuto in considerazione alla stregua di un adulto, e può contribuire ad accentuare il disagio psicologico correlato all’ospedalizzazione.
Non meno importanti sono le problematiche legate ai numerosi ricoveri degli adolescenti di età compresa tra i 15 ed i 17 anni in reparti specialistici dell’adulto dove sono assistiti, in ambienti strutturalmente non adeguati, da medici spesso privi di una appropriata formazione pediatrica.
Un numero complessivo che negli ultimi anni ha presentato solo modeste variazioni e che purtroppo, ad oggi, non appare in diminuzione anche a causa dell’estrema variabilità regionale del limite di età per il ricovero in ambito pediatrico esistente in Italia.
Nelle diverse aree geografiche del Paese tutto questo si traduce in una evidente disparità nei servizi offerti in ospedale agli adolescenti e alle loro famiglie, nelle risposte ai loro bisogni di salute ed in una minore efficacia, reale o percepita, dei percorsi di cura che può favorire e sostenere la migrazione sanitaria, soprattutto per gli adolescenti affetti da patologia cronica.
Serve una nuova organizzazione
Queste situazioni, oltre a ribadire la necessita non più differibile di una nuova organizzazione per Il ricovero dell’adolescente in ospedale che preveda di riservare all’interno delle UU OO di Pediatria degli ospedali Hub una percentuale di posti letto dedicati in aree di degenza specifiche, con arredi, servizi e cartellonistica adeguati, con ambulatori e day hospital con orari e accessi dedicati, separati da quelli per i soggetti più piccoli, riconfermano l’urgente bisogno di recuperare la dimensione specialistica delle diverse discipline pediatriche al fine di definire una rete assistenziale ospedaliera in cui gli adolescenti possano essere trattati, in ambienti idonei a loro destinati, da specialisti pediatri, siano essi medici o chirurghi. Tenuto anche conto che l’età adolescenziale presenta caratteristiche di morbilità e mortalità differenti sia da quelle dei bambini che da quelle dell’adulto.
Formazione e aggiornamento
In questa prospettiva appare anche opportuna non solo l’organizzazione di specifici corsi di formazione ed aggiornamento per garantire a tutto il personale medico ed infermieristico coinvolto nell’assistenza ospedaliera agli adolescenti una migliore conoscenza delle patologie di questa età, ma anche, e soprattutto, la definizione negli ospedali Hub di specifici percorsi clinico assistenziali a loro dedicati finalizzati a garantire una più efficace collaborazione interdisciplinare tra i diversi specialisti coinvolti nel processo di cura ed a migliorare l’appropriatezza clinica ed organizzativa dell’ intera assistenza ospedaliera dedicata a questi ragazzi.
Presidente del Coordinamento Nazionale dei Primari Italiani di Pediatria



