
Il nuovo contesto familiare, sociale e culturale, e la fragilità delle ultime generazioni di adolescenti. Una riflessione.
“Ero convinto che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero” queste le parole di Riccardo, il diciassettenne che nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre ha ucciso la famiglia a Paderno Dugnano. Parole che lasciano sgomenti e fanno riflettere su una adolescenza in profonda crisi, attraversata da una impressionante apatia emotiva, da una totale mancanza di empatia, che impedisce di riconoscere la gravità del gesto commesso e di cogliere il rapporto tra azioni e loro conseguenze.
Quali riflessioni fare?
Il contesto in cui si muovono gli adolescenti
Il nuovo contesto familiare, sociale e culturale ha influito enormemente sullo sviluppo delle ultime generazioni di adolescenti, che presentano caratteristiche peculiari e differenti rispetto ai giovani dell’epoca passata.
I compiti evolutivi tipici della fase adolescenziale vengono affrontati da soggetti che sono cresciuti in un sistema educativo che ha promosso aspettative ideali talmente elevate da risultare praticamente irraggiungibili, destinate a innescare una potente fragilità generazionale.
Fragilità emotiva e fragilità psicologica
La parola fragilità deriva dal latino “frangere” ossia rompere e assumendo un’accezione negativa indica una distruzione, una perdita del senso di unità e integrazione.
In presenza di una fragilità emotiva le emozioni subiscono “una riduzione più o meno accentuata della capacità di mantenere il senso dell’interezza e sicurezza emotiva, fisica senza perdere il controllo e senza perdere la centratura interna”.
La fragilità emotiva porta con sé delle peculiarità: impulsività e suscettibilità si intersecano generando talvolta una maggiore vulnerabilità rispetto al mondo esterno con l’aggiunta di un certo livello di intolleranza verso le ingiustizie provenienti dall’esterno, portando il soggetto emotivamente fragile a diventare più ostinato e a volte aggressivo.
La fragilità emotiva porta con sé una fragilità psicologica di base in cui i costrutti del mondo esterno si presentano fragili e non corrispondenti alla realtà circostante.
La fragilità psicologica porta la persona ad avere delle rappresentazioni distorte o parziali di sé, degli altri, delle relazioni e del mondo in generale. In una situazione emotivamente fragile le difese si abbassano, vengono meno gli scopi della vita, esponendo la persona ad un sovraccarico di pensieri ed emozioni negative che possono come in questo determinare “passaggi all’atto” tragici ed irreversibili.
Una storia che è importante capire
Un figlio che matura la volontà di uccidere la propria famiglia si trova in una condizione di fragilità estrema che lo porta a odiare la propria famiglia sia per la spaccatura esistente tra i suoi bisogni, desideri, necessità, aspirazioni ed il rifiuto o l’incapacità da parte della famiglia di soddisfarli; sia per il divario esistente fra le richieste dei genitori e la reale capacità del figlio di farvi fronte.
Per tal motivo non bisognerebbe mai sottovalutare squilibri ed alterazioni nella sfera emotiva, frutto di una storia che è importante capire. E capire non vuol dire giustificare.
Psicologa



