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Laboratorio Adolescenza Magazine

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Ti trovi qui: Home / LABORATORIO ADOLESCENZA MAGAZINE / 2024 N.1 / Esperti di sesso, ignoranti d’amore
Esperti di sesso, ignoranti d’amore
ADOLESCENTI E PORNOGRAFIA

La frequentazione precoce della pornografia porta a una visione del sesso puramente fisica, Con conseguenze anche pericolose, come la difficoltà a interpretare il consenso del partner.

Le relazioni sessuali tra adolescenti sono poco conosciute agli adulti, non solo perché in famiglia è un argomento difficile da trattare: in realtà succede che i ragazzi si informano con lo smartphone a partire dai 9/11 anni e accedono liberamente attraverso il web a tutto, senza filtri o controlli. Sappiamo che la maggior parte degli scambi tra ragazzi avviene attraverso le chat, con vocali e messaggini brevi. I dialoghi su dove andare a vedere in internet come fare l’amore, quando e con chi farlo avvengono attraverso il filtro dei social: nelle chat tra pari spesso si esprimono opinioni veloci, commenti sarcastici, desideri abbozzati e tanti fraintendimenti legati ad un argomento così complesso. E, per attutire o comunicare meglio la domanda o i turbamenti velocemente scritti in chat, si utilizzano valanghe di emoticon per mitigare l’imbarazzo nel parlare di rapporti sessuali.

Questa conoscenza favorita dai motori di ricerca decreta che i ragazzi si fanno un’idea del sesso esclusivamente da soli, senza quasi mai avere uno scambio di confronto con un adulto. I video a cui approdano nei siti porno sono visti senza un criterio di scelta, è un percorso di scelta a zig zag, che porta i ragazzi a sentirsi il più delle volte inadeguati ed estranei a tante immagini così esplicite, dove si mostrano persone scafate che hanno un’intimità col proprio corpo e quello del partner senza pudori, indecisioni o emozioni espresse, tutto all’insegna del godimento fisico, senza dare valore alla relazione.

La ricerca di siti di pratiche sessuali si alterna a tanti altri argomenti di interesse adolescenziale; tutte queste esplorazioni tipiche dell’età sono però, diversamente dagli adulti, permeate da stati d’animo molto contrastanti. Si passa rapidamente da sentimenti di frustrazione e rabbia a fasi di entusiasmo ed eccitazione. Una delle conseguenze più riscontrate è che se una persona di 14 anni sta vivendo un periodo di grande tensione esistenziale sarà più portato a cercare video ad alta tensione emotiva, che siano in linea con la propria frustrazione o delusione, o rabbia del momento. Per questo sempre più i video nel web sono brevi, volti a suscitare sensazioni intense.

I video porno più visti mostrano persone che fanno sesso in modo aggressivo e nello scambio fisico tra i partner regna la sottomissione: in molte scene ci sono aggressioni fisiche, sculacciate, l’uso della frusta, tirate di capelli, movimenti fisici che cambiano in continuazione senza che le persone coinvolte si parlino, dove si evince che chi comanda non ha bisogno di chiedere niente perché tutto avviene in assenza di parole. Si passa da un rapporto sessuale iniziale fatto di baci e carezze a rapporti orali e di penetrazione in modo immediato, senza uno scambio verbale o una condivisione. Pertanto, il messaggio implicito trasmesso è che non sia importante cercare di capire quale sia il legame relazionale tra le persone che fanno sesso, ma viene mostrato che conta solo avere un’attrazione o stimolo fisico, che il desiderio sessuale improvviso dev’essere agito e goduto velocemente senza particolare condivisione o scopo comune riconoscibile da chi lo pratica.

Se queste sono le fonti principali d’informazione e, al contempo, sono poco presenti esempi reali di relazioni sentimentali legati ad una vita sessuale attiva, il rischio è che i ragazzi inizino a fare sesso con l’idea di dover essere veloci, performanti, senza fare o farsi domande. Questo atteggiamento, più volto alla prestazione, permeato da immagini sessuali crude, rende gli adolescenti poco interessati alla ricerca di una relazione sentimentale e li conduce ad un inizio di vita sessuale tra pari tendenzialmente arida, lontana dalla comprensione di quanto lo scambio emotivo sia una base esperienziale importante affinché il contatto e il godimento tra i corpi possa essere vissuto con una pienezza autentica.

Una delle conseguenze di questa “maleducazione” sessuale, è che sempre più spesso succede che alcuni ragazzi forzino i rapporti senza chiedere alla ragazza il consenso e che il silenzio o una resistenza moderata o una timidezza caratteriale venga scambiata come un implicito assenso al gioco sessuale e non come un chiaro rifiuto. La libertà di decidere e comprendere quanto sia importante non lasciarsi sottomettere ai desideri sessuali dell’altro è un argomento troppo poco discusso tra gli adulti come tra gli adolescenti, perché presuppone che le ragazze abbiano consapevolezza di quanto sia giusto legittimarsi nella possibilità di scegliere se dire sì o no ad un rapporto sessuale, anche se richiesto con insistenza dal proprio ragazzo. Per acconsentire o meno ad un gioco sessuale è necessario sapere cosa pensa il partner con cui si gioca: se questi ha compreso che gli appetiti e i desideri sessuali sono soggettivi, diversi da persona a persona; e se ha ben chiaro l’importanza che la relazione sessuale sia il frutto di una mediazione di bisogni fisici.

Il consenso può sembrare solo una scelta improvvisa, ma in realtà è anche qualcosa che sancisce uno spartiacque tra la molestia (o la violenza sessuale) e l’accettazione di un rapporto sessuale desiderato. Da un punto di vista psicologico il consenso si configura come la possibilità di costruire una fiducia nei rapporti sessuali: lentamente cementa e costituisce la relazione, e il legame tra due persone, come gli adulti sanno, evolve e aiuta a maturare la coppia nel rispetto della differenza. Questo è il messaggio più significativo che noi adulti potremmo trasmettere ai ragazzi, partendo dalla nostra esperienza di vita, senza aver timore di essere smentiti.

Alessandra Marazzani
Psicologa, Psichemilano

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