
Oggi pochissimi ragazzi si fanno visitare da un andrologo. Eppure, il 30-40% ha un problema sul quale sarebbe utile intervenire.
Quanto spesso abbiamo sentito parlare di Medicina di Genere? Non si tratta di una nuova disciplina medica, ma va intesa come un nuovo modo di vedere le cose, applicato alle varie branche della medicina già esistenti. Studia l’effetto del genere sullo stato di salute e di malattia di un individuo. Ecco, in tema di prevenzione la medicina di genere assume un ruolo molto importante, perché le differenze tra maschio e femmina ci sono e sono particolarmente evidenti.
Infatti, se tra le ragazze è abitudine comune fare visita periodicamente dal ginecologo, o effettuare controlli specialistici al menarca o all’inizio dell’attività sessuale, per i giovani maschi non è altrettanto vero: secondo una recente indagine meno di 8 ragazzi su 100 si sono recati dall’andrologo nell’ultimo anno e questo può avere conseguenze importanti.
La letteratura scientifica ci dice infatti che, nella fascia di età tra i 16 e i 18 anni, il 30-40% dei giovani maschi presenta una patologia andrologica (Indagine UniSalute-Nomisma 2022). Si tratta per lo più di patologie che possono interferire sulla fertilità futura e che, se non diagnosticate tempestivamente, possono compromettere la paternità in età adulta. Se poi consideriamo che l’età media a cui si diventa padri è in progressivo aumento e che nell’ambiente sono ormai estremamente diffusi inquinanti ed interferenti endocrini pericolosi per la fertilità a cui tutti siamo costantemente esposti, questo dato assume ancora più rilevanza e sottolinea come il fattore tempo sia fondamentale per evitare che patologie banali diventino irreversibili.
Un tempo esisteva la famosa visita di leva che, seppure con le sue evidenti limitazioni, serviva ad individuare precocemente problematiche che meritavano di essere trattate e curate. La leva obbligatoria non è più attiva dal 1° gennaio 2005 e, da allora, molte società ed organizzazioni si sono impegnate in campagne nazionali per cercare di recuperare quella fetta di popolazione che non ha più ricevuto una valutazione tempestiva.
Tra queste iniziative ricordiamo il progetto biennale della Società Italiana di Andrologia, #eSIAprevenzione (potete trovare maggiori informazioni a riguardo sul sito www.andrologiaitaliana.it che ha portato gli andrologi nelle piazze di tutta Italia per parlare ai ragazzi di prevenzione e delle principali e più comuni malattie che interessano il giovane maschio al fine di creare una comunità consapevole che la prevenzione andrologica non è un tabù.
Ed è fondamentale per raggiungere l’interesse dei ragazzi comunicare attraverso i social network: i giovani sono focalizzati sull’hic et nunc, non è semplice parlare di fertilità ad un ragazzo che, al momento, può non avere progetti di vita familiare. Informare e coinvolgere è lo scopo della pagina #unminutoconlandrologoSIA, attiva su TikTok, Facebook ed Instagram: messaggi brevi di specialisti andrologi di diverse discipline (urologi, chirurghi, biologi, nutrizionisti, psicosessuologi) che rispondono agli interrogativi che più suscitano la curiosità degli adolescenti con la serietà delle evidenze scientifiche e la competenza dell’esperienza professionale.
Come fare prevenzione, quindi? Intanto conoscendo: sapere cos’è il varicocele, cos’è la fimosi, come si può curare un frenulo breve, cosa significa avere il pene curvo e quali problematiche potrebbe eventualmente comportare.
Poi diffondendo buone abitudini e consuetudini, come quella dell’autopalpazione del testicolo: è una azione importantissima per la prevenzione del tumore testicolare, che tipicamente si manifesta come una tumefazione o una massa palpabile e non dolorabile della gonade. Una volta al mese, sotto la doccia, a scroto rilassato, far scorrere il testicolo più volte tra le dita, alla ricerca di qualsiasi anomalia di forma e di consistenza. Esattamente come le ragazze hanno imparato a fare con il seno, per la prevenzione dei tumori della mammella.
Infine, azione fondamentale è effettuare periodicamente una visita andrologica: l’andrologo non è solo il “ginecologo del maschio”, è lo specialista della salute maschile, un alleato a cui fare visita e da cui ricevere informazioni attendibili e, spesso, più rassicuranti di quanto pagine internet non verificate propongono.
Androloga, delegato per la Formazione Medico-Scientifica SIA Società Italiana di Andrologia



