• MAGAZINE (current)
  • DOSSIER (current)
  • EDITORIALI
  • RICERCHE
  • CULTURA
  • PSICOLOGIA
  • SALUTE
  • SCUOLA
  • NEWS
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • Passa al contenuto principale

Laboratorio Adolescenza Magazine

Magazine

Ti trovi qui: Home / LABORATORIO ADOLESCENZA MAGAZINE / 2024 N.1 / Il pediatra e la sfida degli adolescenti
Il pediatra e la sfida degli adolescenti
ADOLESCENZA E PEDIATRIA

Il pediatra deve possedere competenze specifiche per gestire in maniera efficace i pazienti che stanno attraversando l’epoca di transizione verso l’età adulta.

Nel corso dell’adolescenza – passaggio cruciale dall’infanzia all’età adulta – le ragazze e i ragazzi affrontano cambiamenti fisici, psicologici e sociali che comportano nuove sfide e responsabilità. Questo periodo di transizione segna, tra l’altro, il passaggio dalla dipendenza familiare alla ricerca di una sempre maggiore autonomia che li espone a una crescente pressione sociale e culturale. Da qui il generarsi di ansie, dubbi e paure riguardanti il proprio futuro, il ruolo nella società e le relazioni interpersonali.

Il ruolo del pediatra diventa quindi più che mai cruciale, per garantire un supporto adeguato ai giovani e alle loro famiglie, fornendo consulenza, informazioni e sostegno emotivo per affrontare con successo questa delicata fase della vita.

Come sottolineato dalle più importanti società scientifiche nazionali e internazionali, come la SIP (Società Italiana di Pediatria), la SIMA (Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza) e l’EAP (European Academy of Paediatrics), il pediatra deve quindi possedere competenze specifiche per gestire in maniera efficace i pazienti che stanno attraversando l’epoca di transizione verso l’età adulta.

È quindi fondamentale che i professionisti della salute di oggi abbiano una profonda comprensione delle condizioni di salute tipiche dell’adolescenza, con particolare riferimento alle malattie croniche, alle dipendenze (fumo, alcool, droghe…), al bullismo, ai disturbi dell’affettività e dell’identità di genere, all’utilizzo e abuso della rete e dei social.

Inoltre, il pediatra deve essere in grado di favorire l’autonomia dei giovani pazienti, supportandoli nel prendere decisioni informate sulla propria salute, sia fisica che sessuale e psico-affettiva. E le responsabilità del pediatra devono includere anche il coordinamento delle cure con altri specialisti e la garanzia di una transizione senza soluzione di continuità tra i diversi servizi sanitari.

Ma a questo punto corre l’obbligo di porci una domanda: siamo – oggi – noi pediatri pronti a questa sfida? La pediatria, dobbiamo riconoscerlo, in passato si è sempre concentrata prevalentemente sull’infanzia, anche perché in passato era oggettivamente residuale la percentuale di adolescenti in carico al pediatra.

Oggi, per fortuna, le cose, anche dal punto di vista normativo, sono e stanno ulteriormente cambiando nella direzione auspicabile di rendere l’area pediatrica – da zero a 18 anni – non solo un’affermazione di principio, ma una realtà.

La strada si è aperta, ma dobbiamo avere tutti il senso di responsabilità di ammettere di dover superare un ritardo formativo nei riguardi dell’adolescenza. Sarà un impegno che dovrà riguardare tutti i pediatri, indipendentemente dall’anagrafe, ma è evidente che l’investimento formativo maggiore andrà fatto sui giovani medici, sugli specializzandi.

E se, rispetto al medico dell’adulto, abbiamo il vantaggio derivante dall’aver seguito l’adolescente durante la sua infanzia – non a caso l’indiscusso Maestro della pediatria italiana e mio Maestro, Roberto Burgio, diceva “l’adolescente eredita il bambino che ha in sé” – dobbiamo prendere consapevolezza che l’adolescente, proprio per quanto diceva Burgio, non è “un bambino più alto e con qualche chilo in più”.

All’adolescente, proprio per la complessità del momento che sta vivendo, non basta più un pediatra o un medico dell’adulto o uno psicologo che lavori “in solitaria”: ha bisogno di un team multidisciplinare che includa pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, assistenti sociali e altri professionisti della salute che possano garantire un approccio olistico.

Laboratorio Adolescenza è un esempio virtuoso di collaborazione multidisciplinare, un vero e proprio modello culturale da esportare anche nell’ambito delle società scientifiche. E sono felice di rinnovare il mio impegno in questa direzione qui e nella Pediatria italiana.

 

Gianluigi Marseglia
Direttore Clinica Pediatrica Università di Pavia

LOGO

LABORATORIO ADOLESCENZA
Via Troilo, 4
20136, Milano

DOSSIER

EDITORIALI

RICERCHE

CULTURA

PSICOLOGIA

SALUTE

SCUOLA

NEWS

CHI SIAMO

CONTATTI