
Perché odiamo e temiamo così tanto l’amore quando nasce tra due persone dello stesso sesso biologico?
Amore. Ma cos’è l’amore, alla fine? Sono gli appuntamenti romantici sotto la luna? Sono le canzoni che si dedicano? Oppure è solo qualcosa che ti fa sentire come se avessi finalmente trovato un rifugio, una casa?
L’amore è un sentimento che viene provato da tanti e in varie occasioni. Amiamo sicuramente i nostri genitori, amiamo i nostri amici, i nostri animali domestici. E l’amore può nascere anche tra due persone che non si conoscono.
L’amore, come disse Dante, è una forza che muove tutto l’universo.
E allora perché odiamo e temiamo così tanto l’amore quando nasce tra due persone dello stesso sesso biologico? Perché impediamo a qualcuno di provare questo bellissimo sentimento, dichiarandolo contro natura e peccaminoso? Che diritto abbiamo per vietare a qualcuno di esprimere liberamente la propria sessualità?
L’incomprensione verso questo tipo di rapporti è secolare e viene tramandata da una generazione all’altra, perché è molto più facile odiare qualcuno diverso da noi, piuttosto che accettarlo e accoglierlo, o anche semplicemente provare a comprenderlo. Alcuni si giustificano con una presunta volontà in tal senso del loro Dio; altri, invece, lo dicono in quanto ripudiare gli omosessuali è diventata parte della loro “cultura”. Spesso se ne fa addirittura una triste bandiera politica.
Ormai amare qualcuno dello stesso sesso biologico, oppure decidere di essere sé stessi, nel corpo e genere che si vuole, diventa addirittura pericoloso.
Ai commenti omofobi si aggiungono sempre più spesso vere e proprie aggressioni fisiche.
Così come cresce l’opposizione ai “pride”, ovvero le manifestazioni che vengono organizzate ogni anno dalla comunità LGBT, per invocare la pace e la libertà.
E aggiungo che non bisogna fare parte di una determinata comunità per difenderla o appoggiarla nelle sue lotte sociali.
L’eterosessualità non è una legge e non è nemmeno sinonimo di normalità, ma è semplicemente un legittimo comportamento individuale. Arriveremo mai a considerare in questo modo anche l’omosessualità?
Redazione Junior



