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Laboratorio Adolescenza e Il Pediatra, una nuova sinergia
SINERGIE DI COMUNICAZIONE

Una collaborazione per lo sviluppo di una comunicazione sempre più efficace tra mondo degli adolescenti e mondo degli adulti.

 

Laboratorio Adolescenza e Il Pediatra: obiettivo adolescenti

Laboratorio Adolescenza nasce 12 anni fa con lo scopo – come da Statuto – di promuovere e diffondere lo studio e la ricerca sugli adolescenti sotto il profilo sociale, psicologico e sociale.

Il Pediatra – editore Tecniche nuove – è una rivista di aggiornamento professionale nata alcuni anni prima con lo scopo di fornire ai professionisti di area medica un aggiornamento a tutto tondo sulla salute dei minori, intendendosi con tale termine una condizione di benessere fisico, psichico e sociale e non esclusivamente l’assenza di malattia.

Le problematiche adolescenziali sono da sempre uno degli aspetti valorizzati da Il Pediatra: come affermato da suo primo direttore, il professor Roberto Burgio – che non a caso è stato il principale ispiratore di Laboratorio Adolescenza –, “l’adolescentologia è una competenza del pediatra”.

Purtroppo, però, non sempre il percorso formativo del pediatra, in questo settore, è stato ottimale. Vi è stata e vi è dunque la necessità di offrire una particolare attenzione all’aggiornamento professionale in questo ambito.

La collaborazione tra Laboratorio Adolescenza e Il Pediatra

Gli obiettivi de Il Pediatra e di Laboratorio Adolescenza in larga parte, dunque, convergono e vi è un interesse comune nei confronti degli adolescenti in una società in rapida evoluzione, anche dal punto di vista demografico, e nell’affrontare le difficoltà dei genitori, e della società in generale, di intercettare, capire e discutere con i giovani i loro bisogni. Così che a volte se ne mettono in rilievo solo alcuni aspetti negativi. Da qui l’idea di avviare una collaborazione più stretta.

In quest’ottica, Il Pediatra ha deciso di affidare a Laboratorio Adolescenza una nuova sezione della rivista dedicata in modo specifico agli adolescenti, in cui si tratteranno non solo problematiche di tipo medico, ma anche di tipo psicologico e sociale. Aspetti ormai sempre più connessi nella realtà adolescenziale.

Com’è cambiato il passaggio dall’infanzia all’adolescenza

Per migliaia di anni il passaggio adolescenziale è stato relativamente più semplice di oggi, sebbene alcune problematiche di fondo, legate al processo di maturazione che caratterizza l’adolescenza di per sé, siano probabilmente sempre esistite.

In passato, la bambina e il bambino venivano “allevati e istruiti” dagli adulti di riferimento per acquisire delle abilità pratiche; poi l’adolescenza – almeno dal punto di vista sociale – era spesso rappresentata da un rito di passaggio o da un breve periodo alla fine del quale il giovane diventava adulto con un ben definito ruolo sociale correlato con il sesso di appartenenza e lo status sociale della famiglia di origine.

Oggi molto è cambiato anche perché l’età dell’adolescenza si è enormemente ampliata (ad esempio, l’American Academy of Pediatrics ha individuato il limite massimo in 21 anni, con eccezioni fino a età superiori nel caso di un cittadino con bisogni sanitari speciali).

Un’adolescenza sempre più lunga

L’ampliamento dell’età adolescenziale deriva non solo da aspetti di tipo sociale, come l’incremento degli anni di scolarizzazione e il concomitante ritardo dell’ingresso nel mondo del lavoro – e quindi nel ruolo di adulto economicamente indipendente –, ma anche da aspetti di tipo biologico, come l’anticipazione dell’inizio dello sviluppo puberale, che si sono verificati negli ultimi due secoli almeno nelle società occidentali (Figura 1).

Eventi occasionali – come la pandemia da Covid 19 – o fattori legati all’evoluzione industriale e mediatica – come interferenti endocrini e uso eccessivo di strumenti elettronici fin dalla prima età evolutiva – sta probabilmente favorendo un ulteriore anticipo dei tempi biologici della pubertà cui non si associa però un concomitante sviluppo neuro-intellettivo più precoce.

Ne deriva un disallineamento tra soma e psiche meno presente in epoche passate (Figura 2), che può contribuire a variazioni delle abitudini degli adolescenti con maggiore propensione a sperimentare acriticamente comportamenti a rischio, che necessitano quindi di continuo monitoraggio per comprendere la loro evoluzione, come meritevolmente Laboratorio Adolescenza fa fin dalla sua nascita con rapporti annuali che Il Pediatra ha a sua volta costantemente diffuso nella comunità medica.

Adolescenti, trasformazione del corpo e adattamento psicologico

Inoltre, i cambiamenti che si realizzano nel periodo adolescenziale producono un rimaneggiamento dell’identità dell’individuo che possono mettere alla prova la capacità di adattamento psicologico di ragazze e ragazzi, in quanto sono rapidi (perché si realizzano in un breve arco temporale) e molteplici (morfologici, sessuali, organici, psicologici). Soprattutto, avvengono in un individuo che, a differenza del bambino, ne è spettatore consapevole ed è dunque impegnato in un processo di controllo e contenimento, cercando attribuire un senso a ciò che gli accade.

L’esperienza di trasformazione corporea suscita nell’adolescente un interesse appassionato: il corpo è minuziosamente percepito, studiato, valutato nel desiderio di scoprirlo, conoscerlo, possederlo, plasmarlo anche secondo modelli ideali che spesso non corrispondono né alla realtà né ai modelli proposti dai media.

L’aumentata osservazione di sé è accompagnata da una accresciuta capacità osservativa nei confronti dei coetanei, con i quali ci si confronta per valutare la propria inadeguatezza o il proprio valore personale. L’adolescente avverte che il proprio aspetto esteriore è molto importante per essere accettato dagli altri.

Adolescenti e sessualità: manca un’informazione adeguata

L’adolescenza è anche il periodo in cui i giovani acquisiscono la completa maturità sessuale giungendo a vivere la propria sessualità ancora oggi senza una precisa informazione e un’educazione adeguata.

I media, soprattutto i social network, continuano a rappresentare la fonte da cui i giovani traggono notizie a volte distorte, che possono sfociare in episodi di violenza e discriminazione di genere, purtroppo documentati da non rari fatti di cronaca.

Laboratorio Adolescenza e Il Pediatra, una sinergia necessaria

In questo contesto, attraverso le sue indagini Laboratorio Adolescenza ha da sempre perseguito un rapporto diretto con gli adolescenti, in modo non solo da intercettare le loro esigenze e i loro dubbi, ma anche da capirne i comportamenti per favorire un processo di crescita e di empowerment adeguato, e la diffusione di una cultura del diritto e del rispetto reciproco.

Questo processo richiede lo sviluppo di strade comunicative sempre più efficaci tra i mondi adolescenziale e adulto, e l’acquisizione da parte degli adulti della capacità di ascoltare i giovani senza pregiudizio, rispettando le loro esigenze di privacy.

Qui, appunto, emerge il ruolo importante e sinergico che, nell’ambito della collaborazione tra Laboratorio Adolescenza e Il Pediatra, può svolgere quest’ultima attraverso il suo ruolo chiave di autorevole strumento di formazione e aggiornamento per migliaia di pediatri.

Silvano Bertelloni
Direttore scientifico de “Il Pediatra”

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LABORATORIO ADOLESCENZA
Via Troilo, 4
20136, Milano

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