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Un percorso di cultura e prevenzione andrologica a scuola
ANDROLOGIA

L’educazione e la prevenzione in campo andrologico, rivolte agli adolescenti, hanno ragioni di tipo sociale, scientifico, etico ed economico.

Il benessere si può comunicare e apprendere

Se l’andrologia è “la scienza che studia gli aspetti fisiopatologici, clinici e socio-antropologici della sfera sessuale e riproduttiva maschile, la cultura andrologica diffonde la conoscenza di questi aspetti, singolarmente e in relazione tra loro.

Nell’ambito delle attività di prevenzione rivolte alla popolazione giovanile, la U.O. di Educazione alla Salute del Comune di Castrovillari (CS). ha avviato e conduce in alcune scuole della città – a partire dal 2002 – un percorso formativo di cultura e prevenzione andrologica con i Patrocini della Società Italiana di Andrologia (S.I.A.), della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (S.I.M.A.) e dell’Associazione “Laboratorio Adolescenza”.

Il progetto, inserito nei programmi scolastici dell’Offerta Formativa della scuola (PTOF), comprende una fase di sensibilizzazione alla cultura andrologica per poi arrivare a far sì che i ragazzi possano richiedere spontaneamente una visita medica nella successiva fase di screening andrologico.

L’impostazione del percorso di sensibilizzazione si fonda sulla scelta di interventi che utilizzano tecniche comunicative compatibili con l’età di riferimento e comprendono ascolto attivo, astensione dal giudizio, tempi definiti. Questo perché l’efficacia dei programmi di medicina preventiva e sociale dipende dalle atmosfere empatiche che si realizzano, dalla capacità di favorire la sensibilizzazione delle persone a cui il messaggio è diretto, dall’osservazione del patrimonio di risorse posseduto dalla popolazione o dal gruppo di persone presi in carico.

Il mandato educativo dell’OMS già dal 1993, ha cambiato prospettiva, abbandonando l’approccio disciplinaristico e medicalizzato a favore dell’attenzione ai fattori di protezione, indicati come “life skills”.

Il medico chiamato ai programmi di prevenzione a scuola non deve essere più solo un esperto che descrive patologie, ma anche un educatore capace di far emergere negli adolescenti i loro bisogni, e guidarli verso buone pratiche di salute.

La nostra esperienza

La scuola, luogo designato all’apprendimento nel momento evolutivo, è apparso l’ambiente ideale per apprendere e diffondere programmi di educazione alla salute, in grado di offrire spazi protetti di “ascolto”.

La decisione di intervenire con un programma andrologico a scuola è stata dettata dalle seguenti considerazioni:

  • la maggiore fragilità dei maschi rispetto alle donne sul piano della salute e dell’emotività;
  • l’acquisizione che il benessere dell’uomo passa anche attraverso la salute sessuale;
  • la possibilità durante la visita andrologica di tranquillizzare l’adolescente sul concetto di “normalità”;
  • fornire adeguata informazione sulle cause più comuni di danno andrologico;
  • contrastare le informazioni fuorvianti (web e pornografia);
  • avviare a seguire una condotta scrupolosa e attenta nei confronti delle M.S.T.

L’ostacolo iniziale – appena si incontrano i ragazzi – è la barriera di pregiudizio innalzata, all’inizio, quando si entra in classe perché i ragazzi presumono di dover ascoltare divieti e effetti dannosi per comportamenti molto desiderati e praticati. Il medico entrando in classe deve “stravolgere” l’aspettativa.

Che fare? Innanzi tutto presentare una visione di “care” diversa dallo stereotipo che vede la funzione del medico solo per curare le malattie!
Quindi:

  • attivare una comunicazione che mandi subito il messaggio positivo dell’intenzione vera e sincera di conoscere le situazioni per offrire soluzioni. Insegnare loro a saper chiedere aiuto;
  • rispettare il loro desiderio di riservatezza, senza banalizzare i contenuti;
  • utilizzare un lessico appropriato, dimostrando quanto questo migliori la qualità e la semplicità dei discorsi inerenti alla sfera sessuale.

Un percorso necessario

La necessità di fare educazione e prevenzione in campo andrologico ha ragioni di tipo sociale, scientifico, etico ed economico.

Non è mai facile portare i ragazzi a richiedere spontaneamente la visita andrologica ed è quindi necessario aiutarli a superare il comune pudore della visita medica, alla quale molti giovani sfuggono, a sgombrare le menti dal pregiudizio che per secoli ha identificato la fertilità maschile con la potenza sessuale.

Ma è uno sforzo necessario se si pensa quanti adulti continuiamo a curare per disturbi della sfera riproduttiva e/o sessuale che hanno già prodotto danni spesso irreversibili, quando sarebbe possibile curarli, da adolescenti, nel momento in cui i disturbi hanno ancora caratteri di prevenibilità e permettono cure risolutive.

E infatti lo screening che effettuiamo nel nostro percorso (rispettando le indicazioni dell’OMS), ha come obiettivo l’individuazione precoce di anomalie a livello dell’apparato genitale maschile, che sono in grado di influenzare negativamente la sfera sessuale e determinare una riduzione della fertilità nell‘età adulta.

I risultati ottenuti

Dall’Anno Scolastico 2001/02 al 2022/23 è stata interessata una popolazione di 4800 studenti, maschie e femmine, tra i 13 e i 20 anni, ed è stato effettuato il controllo andrologico su 2315 studenti.

Le patologie di più frequente riscontro risultano essere il varicocele (dilatazione di vario grado delle vene del testicolo) e la fimosi (restringimento di vario grado del prepuzio). Altre anomalie importanti, ma di minor frequente riscontro, sono: il criptorchidismo (in genere diagnosticato alla nascita) la disvolumetria testicolare, l’idrocele, l’ipospadia, le alterazioni puberali anche genetiche (ad es. Sindrome di Klinefelter).

Conclusioni

Le conclusioni, per descrivere un percorso di grande interesse scientifico, sociale ed umano, che ha come protagonisti gli adolescenti e il loro incessante divenire lo affido alle parole della Alice di Lewis Carroll:
«Chi sei?” chiese il bruco.
Alice rispose, intimidita: “Io… ecco… in questo momento non lo so… però so chi ero quando mi sono alzata, stamattina, ma da allora ci sono stati molti cambiamenti»

 

Mattia Maria Sturniolo
Patologa della Riproduzione Umana

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LABORATORIO ADOLESCENZA
Via Troilo, 4
20136, Milano

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