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Laboratorio Adolescenza Magazine

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Apprendiamo insieme in modo attivo
COGESTIONE SCOLASTICA

Dopo l’esperienza del liceo Einstein, Laboratorio Adolescenza si sposta al liceo Berchet, sempre a Milano, per seguire la cogestione con con l’aiuto di quattro giovani redattrici di Laboratorio Adolescenza Magazine, reclutate tra i banchi di scuola – Articolo 1/4.

Dopo aver seguito la “cogestione” del liceo Einstein di Milano ci spostiamo, sempre a Milano, al liceo Giovanni Berchet, altra scuola dove, come dice il preside Domenico Guglielmo, “La cogestione è una nostra solida tradizione. Niente di conflittuale, niente a che fare con occupazione o cose del genere, ma un interessante momento di formazione con strumenti e modalità diverse rispetto alle lezioni tradizionali. Un momento in cui, in piena collaborazione con la scuola e i docenti, gli studenti si sperimentano nella capacità di progettare e organizzare incontri su tematiche di loro interesse con esperti della materia individuati al di fuori del contesto scolastico. E tra gli argomenti più sollecitati dagli studenti – sottolinea il preside Guglielmo – ci sono sempre la legalità, la lotta alle mafie, il rispetto di genere e l’inclusione. Scelte che ci confortano nell’immaginarli come i futuri protagonisti della nostra società”.

Liceo Berchet, Milano: Frida Bazzoli, Chiara Oppizzi, Domenico Guglielmo e Paolo De Molli

Quest’anno Laboratorio Adolescenza ha deciso di seguire le giornate di cogestione del Berchet con l’aiuto di quattro giovani redattrici di Laboratorio Adolescenza Magazine, reclutate proprio tra i banchi dell’istituto: Frida Bazzoli, Flaminia D’Ercole, Ottilia Ogliari e Chiara Oppizzi. In ordine alfabetico, proprio come si fa a scuola.

* * * * *

Martedì 6 febbraio, al liceo classico Giovanni Berchet di Milano, gli studenti e i professori hanno, come ogni anno da tradizione, inaugurato l’iniziativa della cogestione che terminerà venerdì 9 febbraio.

La cogestione è un momento formativo in cui gli studenti con l’aiuto dell’esperienza dei professori si cimentano nell’organizzazione di assemblee su molteplici tematiche che non hanno abbastanza spazio per essere trattate durante le normali lezioni scolastiche. L’importanza della cogestione è data dal fatto che i ragazzi non solo riescono a contribuire attivamente alla gestione di una settimana scolastica, ma possono sperimentare un metodo di didattica alternativo e avere l’opportunità di instaurare un dialogo sia tra gli studenti stessi che con gli adulti: i professori con cui abitualmente fanno lezione e i relatori esterni.

Parlando con professori e studenti la cosa che accomuna entrambi i punti di vista riguardo questi giorni di cogestione è la possibilità di avere un’ottima occasione per trattare moltissimi argomenti diversi che spesso gli studenti, ma anche i professori, non conoscono o non hanno avuto modo di approfondire durante le ordinarie ore di lezione.

Abbiamo intervistato una nostra professoressa di inglese, Laura Sissa, a proposito del suo punto di vista sulla cogestione, e la risposta è stata: “La cogestione è un’ottima occasione per fare una didattica alternativa che propone molteplici argomenti attuali e riguardanti anche la storia del nostro paese. Questi momenti di condivisione e arricchimento sono un punto di forza del nostro liceo e permettono a tutti di imparare qualcosa di nuovo”.

Proprio per confrontare i diversi punti di vista abbiamo chiesto la sua opinione anche ad Anita Puzzo, rappresentante degli studenti, che ha sottolineato “l’importanza di questa opportunità che ci viene offerta, attraverso la quale possiamo vivere la scuola in modo diverso, trasformandola da un ambiente d’apprendimento passivo a un ambiente d’apprendimento attivo”.

Un altro aspetto di rilievo di cui ci ha parlato la rappresentante di istituto è l’importanza del fatto che venga data la libertà agli studenti di mettere in luce le proprie esigenze e i propri interessi.
Riassumendo in una frase, il pensiero comune emerso intervistando vari studenti è che la cogestione svolge un ruolo chiave anche dal punto di vista sociale, perché partecipando ad assemblee e interagendo con ragazzi di altre classi e di età diverse permette di sviluppare un maggiore senso di appartenenza nei confronti della scuola.

Frida Bazzoli

 

Redazione

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