
Lo spunto dal discorso del Presidente Mattarella per il nostro augurio per il 2024: che ciascuno cerchi la parte migliore di sé e la metta a disposizione degli adolescenti.
Riporto un po’ alla rinfusa – mi perdonerà – alcune frasi tratte dal bellissimo discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che oggi è forse l’unico punto di riferimento rassicurante in un contesto dove sembrano allungarsi lugubri ombre venate della peggior fusione tra populismo e autoritarismo.
“Fare spazio alla cultura della pace”, “Respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati”, “Educare alla pace”, “L’amore non è egoismo, possesso, dominio, malinteso orgoglio”, “La sicurezza della convivenza”, “Rendere effettiva la parità tra donne e uomini”, “L’intelligenza artificiale che si autoalimenta sta generando un progresso inarrestabile […] Bisogna fare in modo che la rivoluzione che stiamo vivendo resti umana”, “La democrazia è fatta di esercizio di libertà”, “I diritti umani sono nati prima dello Stato”. “Non volgere lo sguardo altrove di fronte ai migranti”, “Una crisi ambientale sempre più minacciosa”.
Le riporto su Laboratorio Adolescenza Magazine e sulla pagina di Laboratorio Adolescenza perché, che il Presidente lo abbia fatto intenzionalmente o no, sono un meraviglioso manifesto per un futuro del quale gli adolescenti, se non altro per ragioni anagrafiche, sono l’essenza. Su alcuni dei temi trattati, come la sensibilità verso l’ambiente e la parità di genere, già il nostro costante lavoro di indagine ci dice che gli adolescenti sono molto sensibili, ma il problema è come, dove e da chi gli adolescenti dovranno e potranno acquisire quel bagaglio culturale imprescindibile perché l’istinto si trasformi in progetto ed azione, in previsione di quando sarà loro la responsabilità di gestire il mondo.
È vero che, rispetto ad altre generazioni, partono con un vantaggio: difficile fare peggio delle nostre generazioni ma, poiché ci siamo tristemente abituati a constatare che al peggio sembra non esserci mai limite, è pericoloso affidarsi solo a questa probabilità.
E allora la domanda è: chi è in grado, oggi – oltre, indubbiamente, al Presidente Mattarella – di essere per loro un Maestro virtuoso?
Sul chi potrebbe e dovrebbe, la risposta sarebbe facile e immediata, ma la cronaca di vita ci dice che non riusciamo a liberarci di quel “condizionale” che rende tutto difficile.
La situazione è talmente grave che non possiamo lavarcene collettivamente le mani limitandoci ad indicare quelle “agenzie” che dovrebbero naturalmente occuparsi della cosa (non le cito nemmeno), ma che sappiamo hanno in tutto o in gran parte fallito. Oggi il problema è, appunto, collettivo.
Lo sforzo dovrà essere quello di cercare, ciascuno, la parte migliore di noi stessi (piccola o grande non importa) e metterla a disposizione dei nostri adolescenti; del nostro futuro.
L’inizio dell’anno è solo un simbolo, ma sappiamo quanto il “simbolo” sia da sempre essenza della storia umana, e allora, simbolicamente, cerchiamo, da oggi, di iniziare a cambiare le cose avendo come agenda proprio le preziose sollecitazioni del Presidente Mattarella.
Presidente di Laboratorio Adolescenza



